06/09/2012 -
Tutti i guasti della 'riforma' del lavoro
Dossier CGIL sugli effetti reali della legge Fornero sul mercato del lavoro

Da quando è stata varata, la legge Fornero sul mercato del lavoro sta producendo molti problemi ai lavoratori e alle imprese. Si sovrappongono norme, aumenta la confusione e non diminuisce affatto la precarietà del lavoro. Anzi l'area dei cosiddetti “non tutelati” rischia di allargarsi ogni giorno che passa.

Sono migliaia le persone, lavoratrici e lavoratori di ogni età, ma molto spesso giovani che sono attualmente coinvolti in questi meccanismi infernali di ulteriore precarizzazione del lavoro. L'ultimo esempio di questa tendenza riguarda i lavoratori stagionali, soprattutto nel settore del turismo.

La CGIL e le sue categorie ricevono segnalazioni ogni giorno sugli effetti negativi della “riforma del lavoro”. Ci è sembrato dunque utile raccogliere tutte le informazioni a nostra disposizione in questa pagina speciale, vogliamo costruire un dossier in progress che ci fornirà l'esatta dimensione del problema. Ci sembra un servizio molto utile per i lavoratori, per l'informazione, per i decisori e per la politica in Italia affinché ci si renda conto della necessità di cambiare queste norme.

In base alla riforma Fornero varata in luglio i nuovi ammortizzatori sociali potranno andare in vigore solo dal gennaio del prossimo anno. Ma già da questi mesi ci sono migliaia di persone che stanno perdendo il lavoro, che si dimettono più o meno volontariamente o che vengono licenziate e che non possono godere di nessun tipo di ammortizzatore.

Ecco le principali figure che la CGIL sta raccogliendo nel suo dossier sul “Labirinto Fornero”:

1) sono almeno 300 mila i lavoratori stagionali che hanno perso il loro posto di lavoro perché i contratti sono scaduti e che non hanno nessun ammortizzatore. In teoria, sono in attesa della cosiddetta miniAspi della riforma Fornero che però sarà operativa solo dal gennaio 2013.

2) tutte le persone licenziate dal 18 luglio in poi non sono coperte da nessuna garanzia.

3) Secondo le comunicazioni obbligatorie sono almeno 1.700.000 le persone che ogni anno si dimettono volontariamente. A questi vanno aggiunte altre 800 mila persone che vengono licenziate dai datori di lavoro.

4) ogni anno, sempre secondo le comunicazioni obbligatorie, ci sono circa 5 milioni di cessazioni di contratti (non sono persone, perché magari ogni persona può avere due o tre contratti l'anno.

5) In questi bacini si tratta  ora di capire quante sono le persone che perdendo il lavoro dovrebbero godere dei nuovi ammortizzatori sociali, che però sono stabiliti dalla legge, ma non in vigore. Oltre il labirinto stiamo attraversando una sorta di “limbo” normativo.

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