Taglio ai costi della burocrazia

07/05/2009

Ad un primo esame del Piano presentato dal Governo relativo al “taglio ai costi della burocrazia” viene annunciato tra gli altri un ipotetico risparmio di 16 milioni di euro attraverso la “eliminazione dell’obbligo da parte del datore di lavoro di presentare il Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC) per la partecipazione ad appalti pubblici”.

Successivamente viene precisato che negli interventi programmati e’ prevista “l’acquisizione d’ufficio del DURC, da parte delle pubbliche amministrazioni appaltanti presso l’INPS, l’INAIL e la Cassa Edile”. Questa seconda precisazione sembrerebbe non mettere in discussione l’obbligo di presentazione del documento in oggetto e quindi presentarsi come una effettiva misura di semplificazione applicando una norma della legge 241 del 1990.

Tuttavia la CGIL nazionale esprime la fondata preoccupazione che tra l’eliminazione di un obbligo e la programmazione successiva dell’acquisizione d’ufficio del documento da parte delle stazioni appaltanti si entri in una terra di nessuno che nei fatti allenta l’azione pubblica per garantire applicazione delle leggi e dei contratti e trasparenza negli appalti pubblici. Questa preoccupazione viene anche rafforzata dal generale indebolimento dell’azione di controllo ispettivo da parte dello stato messa in atto da decisioni recenti del Governo.

La CGIL si riserva di fare una valutazione complessiva sulle misure di semplificazione e risparmio decise dal Governo e allo stesso tempo si attende un chiarimento affinché queste ulteriori decisioni non aumentino le misure di allentamento della trasparenza e della regolarità già messe in atto dall’esecutivo.


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