Nota sugli “Speciali Osservatori nell’ambito degli interventi anticrisi” e sull’ “Osservatorio Nazionale” in merito all’erogazione del credito

14/05/2009

La direttiva congiunta del Ministro dell’Economia e dell’Interno del 31 marzo u.s., ha dato il via agli “osservatori”, previsti dal decreto-legge del 29 novembre 2008, n. 185, convertito con modificazioni dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, che hanno il compito di “monitorare l’andamento dei flussi del credito sul territorio”.

Gli osservatori, istituiti a livello regionale, saranno presieduti, come è noto, dai relativi prefetti che coordineranno quelli provinciali, e costituiti da rappresentati delle forze economiche e sociali, dai sindacati, da un rappresentante del ministero dell’Economia e della Banca d’Italia.

La ratio del provvedimento e della direttiva è quella di garantire - insieme alle misure di intervento a sostegno delle banche - che non vengano ristretti, in termini quantitativi e resi più onerosi, i flussi creditizi, soprattutto nei riguardi della piccola e media impresa e delle famiglie.

Abbiamo già a suo tempo criticato il provvedimento per la “confusione istituzionale”, perché ha affidato ad una struttura dello Stato funzioni ad essa del tutto estranee, e per i rischi di una distorsione ulteriore rispetto alla valutazione del merito creditizio sul quale non può che esercitarsi la responsabilità dell’ente erogatore. Ma le modifiche intercorse rispetto alle prime impostazioni hanno, almeno in parte, contenuto tali pericoli.

La funzione di tali osservatori si eserciterà sostanzialmente su due piani.

Da una parte è prevista la possibilità di ricorso da parte dell’azienda o della famiglia che ritenesse di aver subito un comportamento non equo da parte della banca. Su appositi moduli (scaricabili dai siti del ministero dell’Economia e dell’interno ) si può far ricorso al prefetto che, se lo riterrà non “macroscopicamente infondato”, lo inoltrerà alla struttura superiore della stessa banca per un ulteriore istruttoria. I prefetti avranno “il supporto tecnico-amministrativo delle direzioni territoriali del ministero dell’Economia”.

Sul piano macroeconomico gli osservatori lavoreranno su dati forniti dalla Banca d’Italia, opportunamente elaborati a livello territoriale e settoriale. Ogni tre mesi i prefetti coordinatori consegneranno un rapporto all’Osservatorio Nazionale sul monitoraggio degli interventi anticrisi.

Gli osservatori stanno cominciando ad attivarsi e un primo consuntivo nazionale potrebbe essere previsto prima dell’estate.

A parte le osservazioni critiche prima effettuate sul piano istituzionale ci sembra opportuno non trascurare le potenzialità di tale strumento fornendo una nostra attiva partecipazione. Contribuendo alla più larga conoscenza dell’opportunità del ricorso, ma soprattutto nel raccordo tra i vari soggetti degli osservatori, in primo luogo con gli enti locali in coerenza con i piani di sviluppo locale.

Può risultare anche utile ai fini di conoscenza e di intervento per le nostre iniziative di contrattazione sociale e territoriale.

Le strutture nazionali e territoriali della Fisac possono essere attivate per fornire un’eventuale supporto conoscitivo.

Si richiede inoltre alle strutture regionali di segnalare a livello nazionale i componenti sindacali dei vari osservatori locali per il necessario raccordo con il lavoro dell’apposito Osservatorio nazionale.

I riferimenti legislativi e normativi ed i moduli di ricorso sono disponibili sui seguenti siti:

www.interno.it

www.tesoro.it


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