Nota relativa all' intesa applicativa dell'accordo interconfederale dell' artigianato del marzo 2004

17/02/2006

con la sigla dell’odierna intesa applicativa dell’accordo interconfederale dell’artigianato del marzo 2004 si chiude una complessa fase di confronto in questo comparto.

La sigla di questa intesa è stata preceduta il mese scorso dall’avvio della fase operativa del fondo per la previdenza complementare Artifond, attraverso l’elezione, da parte dell’assemblea, del consiglio di amministrazione. Finalmente e con sei anni di ritardo questi lavoratori potranno usufruire di questo importante strumento che potrà contribuire alla tutela del loro futuro. Inoltre attraverso questa intesa si sconfiggono definitivamente tutti i tentativi di far avanzare forme il federalismo contrattuale e depotenziare il contratto nazionale.
Si tratta di un accordo, come scritto nel primo punto, specifico per il comparto artigiano e sperimentale che ognuna delle singole parti può disdire in quanto entro il 30 settembre 2008 le parti si incontreranno per definirne la riconferma. Si prevede altresì l’eventuale possibilità di formale disdetta di una delle parti firmatarie, e in tal caso, l’intesa cesserà la sua validità a partire dal 31.12.2008.

L’accordo nel riconfermare i due livelli di contrattazione mantiene inalterato il ruolo e le funzioni del contratto nazionale di lavoro in particolare su salario, diritti, inquadramento, orario.

Infatti l’ambiguità della pari cogenza prevista nell’accordo del 2004 sparisce dal testo.

Per il riallineamento si prevede la possibilità di anticipo nella contrattazione decentrata, ma riconsegna tale compito al ccnl, che congloberà nei minimi nazionali l’eventuale scarto tra l’inflazione presa a riferimento e quella reale. L’eventuale quota anticipata nel secondo livello, sarà collocata in una casella a parte per essere poi conglobata nei minimi nazionali.

Ciò significa che i minimi tabellari continueranno ad essere uguali e universali per tutto il territorio nazionale.
Da subito è possibile avviare il rinnovo dei ccnl di categoria, non solo per la parte economica come è avvenuto nelle ultime tornate, ma anche per la parte normativa.

Inoltre le materie del ccnl sono quelle proprie di un contratto di settore e nessun secondo livello può rimetterne in discussione le normative. Nel corso del 2006 inoltre vanno realizzati i rinnovi dei contratti di secondo livello. Sono state riaggiornate le quote relative agli accordi dell’88 e del ‘96 per il delegato di bacino e il rappresentante alla sicurezza che dalle date di stipula non erano mai state
rivalutate.

Fare riferimento a federalismi contrattuali o a devolution contrattuale, è puramente strumentale, in quanto non ci sarà nessuna differenziazione fra regione e regione né nel salario del contratto nazionale né tantomeno sui diritti.

Aver portato a compimento un’intesa in un comparto dove i lavoratori sono tra i più esposti, aver garantito loro il diritto ad un contratto nazionale, ad aumenti salariali uniformi per tutto il paese, rifiutato un tentativo durato quattro anni di destrutturate la contrattazione, è un fatto importante e
positivo.

Ora si tratta di avviare ovunque la contrattazione decentrata e contemporaneamente presentare le piattaforme, in tutte le categorie, per il rinnovo dei contratti nazionali, a copertura del periodo 2006-2008, in quanto per il 2005 i salari saranno aumentati del 2% come previsto dall’intesa.

Sarà compito del coordinamento nazionale, dopo le riunioni dei coordinamenti regionali e delle categorie nazionali e dopo la necessaria consultazione, procedere ad una riunione per accompagnare, con i dovuti approfondimenti, tutta la fase della contrattazione fino al 2008.


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