Servizi Pubblici Locali: CGIL, realizzare una vera Governance politica

02/02/2011 La gestione dei servizi: gas, rifiuti, trasporto pubblico locale, servizio idrico integrato, come sottolineato dalla CGIL, nel corso del seminario di oggi “rappresentano una componente essenziale dei diritti di cittadinanza e dello sviluppo del territorio”, per questo motivo “continuiamo a considerare i SPL dentro le pratiche di una politica industriale e non meramente dei servizi”
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Una vera riforma dei Servizi Pubblici Locali, che ponga al centro la questione della funzionalità, dell'efficienza e dell'efficacia dei servizi stessi, che superi le minacce provenienti dal federalismo e le "confuse" politiche di esternalizzazione. Questo è quanto la CGIL auspica per la realizzazione di una vera Governace politica e quanto emerso dal seminario che si è svolto, questa mattina (2 febbraio), presso la sede della CGIL Nazionale: 'Dal Decreto Ronchi al Decreto Milleproroghe, quadro normativo, criticità e prospettive nei settori dei Servizi Pubblici Locali'.

Un confronto, quello promosso dalla Confederazione, con i livelli istituzionali e imprenditoriali per approfondire una delle questioni più spinose relative all'efficienza, all'efficacia e alla governance dei SPL (Servizi Pubblici Locali), perchè, come sostiene la CGIL, la gestione dei servizi: gas, rifiuti, trasporto pubblico locale, servizio idrico integrato, “rappresenta una componente essenziale dei diritti di cittadinanza e dello sviluppo del territorio”, per questo motivo “continuiamo a considerare i SPL dentro le pratiche di una politica industriale e non meramente dei servizi”.

Per garantire, la qualità e la fruizione universale dei servizi è indispensabile una "vera governance" come afferma, nel corso della sua relazione introduttiva, Antonio Granata, Responsabile dei servizi pubblici locali della CGIL Nazionale, che spiega come sia necessario “prevedere e richiedere adeguate forme di partecipazione delle rappresentanze dei lavoratori e dei consumatori, attuando il modello europeo e nazionale in tema di responsabilità sociale delle imprese e del bilancio sociale”. Per attuare ciò non si può non praticare quindi “la contrattazione Confederale territoriale, come condizione essenziale per il radicamento territoriale della CGIL”.

Quello che la CGIL propone, prosegue Antonio Granata, “è razionalizzare e migliorare le prestazioni degli enti locali, orientandole verso la sostenibilità”, con l'obiettivo finale “di realizzare un pezzo di Green economy, puntando alla salvaguardia e all'espansione della buona occupazione”. Per riuscire ad ottenere quindi la tutela e il miglioramento ambientale; l'efficienza gestionale ed economica; la giustizia sociale e la partecipazione democratica, il governo delle partecipazioni degli enti locali dovrebbe fondarsi su due pilastri fondamentali: il Controllo e la qualità dei Servizi Pubblici Locali attraverso strumenti che garantiscano la qualità dei servizi erogati dalle aziende ed il rispetto dei contratti dei servizi; il controllo e governance delle partecipazioni, attraverso una gestione industriale delle aziende subordinata alle linee strategiche definite dall'azionista.

I Servizi Pubblici Locali sono governati attualmente da una 'giungla' legislativa e normativa. Una legislazione, come definita da Fabrizio Solari, Segretario Confederale CGIL “confusa” e “inapplicabile” e dalle pericolose conseguenze che ne derivano, ossia: "modelli aziendali non adeguati che, ci differenziano dal resto d'Europa, producendo il cosidetto 'nanismo imprenditoriale'; mancanza di apporto, da parte di questo settore, alla crescita del Paese; un'ulteriore differenziazione dei diritti dei cittadinia secondo di dove vivono e infine, la perdita della qualità del lavoro, con un aumento del fenomeno della precarietà, degli esuberi e della Cassa integrazione”.

Inoltre, come sottolinea Solari, “bisogna prestare attenzione a non commettere errori di semplificazione nell'affrontare la questione” poiché, precisa il dirigente sinadacale, “i Servizi Pubblici Locali, così come i territori sui quali sono distribuiti, non sono tutt'uno. Ognuno ha le sue problematiche non assimilabili tra di loro”. E' partendo dall'analisi di queste differenziazioni territoriali e interne ai servizi pubblici locali che bisogna, ha concluso Solari “stabilire dei diritti minimi da offrire a tutti i cittadini”.



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