Incidenti sul lavoro: CGIL, più precarietà dei giovani meno sicurezza. Basta parlare di fatalità

05/03/2012 Nel 2010 un infortunio su tre ha coinvolto giovani sotto i 35 anni. Tra il 2005 e il 2009 quasi 45mila lavoratori sotto i 35 anni hanno subito un danno permanente

Stanotte ha perso la vita Matteo Armellini 32 anni, pochi mesi fa Francesco Pinna 20 anni. Entrambi montavano un palco per un concerto, entrambi lavoravano in condizioni di rischio e insicurezza, entrambi erano giovani e avevano un'intera vita davanti. " Essere giovani oggi significa anche questo”. Lo afferma Ilaria Lani, responsabile delle politiche giovanili della CGIL nazionale.

“Essere giovani – spiega Lani – significa oggi vivere in condizioni di precarietà estrema magari essere “chiamati” a lavorare per una singola commessa, per pochi euro all'ora,  senza formazione e senza le elementari norme di sicurezza. Un mondo del lavoro che in molti settori è una catena di appalti e subappalti con costi che devono essere sempre più bassi e livelli di responsabilità evanescenti”.

Di questa situazione così proprio “i giovani sono i primi a pagarne il prezzo: nel 2010, un infortunio sul lavoro su tre ha coinvolto un lavoratore sotto i 35 anni (246.207 denunce) così come un morto sul lavoro su tre (questo dramma riguarda 255 giovani morti sul lavoro in un anno e le loro famiglie). In cinque anni, tra il 2005 e il 2009, 44.478 lavoratori sotto i 35 anni hanno subito un danno permanente a causa di un incidente sul lavoro, ossia un’invalidità che li segnerà per il resto della loro vita. Per le malattie professionali, il conto sarà fatto nel futuro”.

Quel futuro di cui il Governo si preoccupa troppo poco, talmente poco da aver introdotto nel decreto liberalizzazioni un ulteriore allentamento dei controlli. “Non si può più parlare di fatalità – conclude Ilaria Lani - chiediamo politiche concrete per contrastare il modello di precarietà che ha stravolto l'intero sistema del lavoro e allo stesso tempo colpisce le persone più fragili, attraverso la logica perversa della riduzione dei costi e dei diritti”.


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