Poste: CGIL, Sda riveda politiche contrattuali

03/04/2012

Mercoledì 21 marzo è stato pubblicato in rete un video/inchiesta sulla situazione degli appalti nel settore del corriere espresso riguardante, in qualità di committente, l'azienda SDA di proprietà del gruppo Poste Italiane.

Il servizio giornalistico documenta,presentando dei documenti,una situazione diffusa di illegalità,di evasione fiscale e contributiva negli appalti di SDA generata da buste paga dei lavoratori di cooperative che solo in minima parte registrano gli orari effettivi di lavoro; le buste paga portate ad esempio presentano voci stipendiali (diarie) sulle quali non si pagano tasse e contributi o premi aziendali su cui la contribuzione è fortemente ridotta:tali voci rappresentano la parte preponderante della retribuzione dei lavoratori.

Su tale situazione che riguarda molte aree del nostro paese già da tempo sono state effettuate denunce politiche, sono stati coinvolti gli organismi di vigilanza ispettiva e gli osservatori sulla cooperazione costituiti in applicazione del protocollo ministeriale del 2008.

I riscontri effettuati hanno confermato questa situazione di illegalità alla cui origine sta,a nostro avviso, la politica contrattuale verso gli appalti portata avanti da SDA attraverso i propri uffici competenti.

Il valore dei contratti che SDA propone (e le cooperative accettano) non può che essere gestito alle condizioni di evasione fiscale e contributiva e di mancato rispetto dei diritti dei lavoratori.

Questa è la situazione che la CGIL Nazionale unitamente alle categorie nazionali dei trasporti FILT CGIL e delle comunicazioni SLC CGIL denuncia con forza alla opinione pubblica,al governo nazionale,agli organi ispettivi,alla magistratura.

Allo stesso tempo la CGIL ritiene che si possa essere ancora a tempo per costruire una risposta positiva tra tutte le parti interessate per uscire da questa situazione che vede coinvolto il gruppo Poste e una sua azienda.

Questo comporta che SDA ripensi le proprie politiche contrattuali verso gli appalti,che si internalizzino attività oggi affidate all'esterno, che verso gli appalti (piuttosto che rispiegare da parte aziendale procedure perfette solo sulla carta , che non producono effetti concreti) si propongano contratti e costi in grado di pagare il rispetto del contratto nazionale di lavoro,che si arrivi a modifiche tali da affermare la applicazione della responsabilità solidale in capo a committenti e appaltatori.

La strada alternativa ad un confronto risolutivo tra le parti è quella delle denunce generalizzate, di un conflitto sociale, dei ricorsi giudiziari e quant'altro si può immaginare.

Si tratta di una esperienza attraverso cui sono passate altri grandi aziende del nostro paese,che ha creato seri danni di immagine per imprese importanti, salvo poi dover fare quello che invece si può e si deve avviare subito:un confronto risolutivo delle tensioni che da troppo tempo il sindacato denuncia.

CGIL Nazionale, FILT, SLC, metteranno in campo nei prossimi giorni, in rapporto a tutti gli interlocutori istituzionali e aziendali che questa vicenda richiama, ogni iniziativa utile ad affrontare e uscire positivamente da tale situazione.



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