14 novembre: appello dei giovani europei per la giornata di mobilitazione

09/11/2012

I giovani in tutta Europa stanno pagando il prezzo più alto della crisi economica e le nazioni europee stanno affrontando una situazione molto difficile. In particolare, la condizione del Sud dell’Europa potrebbe essere la punta di un iceberg; senza solidarietà economica e sociale, quello che sta accadendo in quei Paesi, potrebbe propagarsi al resto del continente. La disoccupazione giovanile a Cipro (27%), in Grecia (55,6%), Italia (35%), Spagna (54%) e Portogallo (37.4%) ha raggiunto livelli inaccettabili. La situazione è peggiore per le donne, i migranti e per gli altri gruppi soggetti a discriminazioni.
I lavori che i giovani riescono a trovare sono spesso precari e privi di una solida protezione sociale (c’è un vasto utilizzo di contratti a tempo determinato che di solito non garantiscono sufficienti diritti sociali e lavorativi; un abuso frequente degli stage, che spesso non sono pagati; stipendi bassi e lavori part-time forzati incrementano il numero di working-poor; inoltre, troppo spesso non c’è garanzia di un reddito dignitoso nei periodi di non lavoro; etc.)

Tutto ciò rende di fatto impossibile alla maggior parte dei giovani di emanciparsi personalmente ed economicamente dalle proprie famiglie d’origine per crearsene una propria e conduce a un nuovo fenomeno migratorio: i giovani lasciano i Paesi del Sud Europa per trovare lavoro all’estero. Si tratta della cosiddetta “fuga dei cervelli” che priva i Paesi di importanti capitali umani sui quali dovrebbero basarsi le strategie di crescita.
Questa situazione non è solo frutto della crisi economica, ma anche delle misure di austerità attuate dai governi nazionali che si stanno ripercuotendo su servizi essenziali come la salute, l’istruzione e la cultura. Il lavoro dignitoso e i pilastri dello stato sociale dovrebbero essere al centro di qualsiasi politica europea o nazionale. Concentrandosi gli sforzi solo sul consolidamento dei conti, e non sugli investimenti per lo sviluppo sostenibile delle nostre economie, l’ingiustizia sociale e le disuguaglianze – soprattutto per i giovani – sono destinate ad aumentare. L’austerità è socialmente ed economicamente inaccettabile e non è sostenibile ambientalmente. È anche rischiosa politicamente perché mette in discussione la stabilità democratica. Con il peggiorare della situazione e l’aumento dei tassi di disoccupazione, stanno riaffiorando infatti fenomeni come il razzismo, la xenofobia, l’intolleranza e la violenza.

Queste politiche e la violazione unilaterale del dialogo sociale hanno portato i sindacati in tutta Europa a reagire e i giovani a mobilitarsi perché: -è ingiusto e inaccettabile che siano i lavoratori a pagare il prezzo della crisi, mentre coloro che l’hanno provocata non solo non facciano nulla per affrontarla, ma ne stanno persino ancora approfittando, come dimostrano i grossi profitti dei gruppi finanziari; -esistono alternative: non ci si deve rassegnare e non si dovrebbe considerare l’approccio neo-liberale come l’unico possibile. La tassazione delle transazioni finanziarie, gli investimenti in sviluppo e ricerca, la tassazione progressiva, la lotta alla corruzione e all’evasione fiscale, la lotta alla precarietà e l’approvazione di una Garanzia per i Giovani per dare una risposta alla disoccupazione giovanile, sono solo alcune delle molte misure alternative possibili per segnare un cambiamento di rotta.

Occorre proteggere il modello sociale europeo dai forti attacchi a cui è sottoposto e rafforzarlo. Chiediamo con forza alle Istituzioni Europee di approvare un Patto Sociale Europeo come chiesto dalla Confederazione Europea dei Sindacati. L’Europa ha assicurato uno stato sociale e la pace a tutte le generazioni dopo la Seconda Guerra Mondiale. Distruggendo questo modello sociale, si mette a rischio non solo il benessere delle generazioni presenti e future, ma anche un futuro di pace per l’Europa.
Se non si difende ciò che si ha, lo si può perdere. I diritti e il welfare di cui abbiamo goduto sinora sono stati conquistati con dure lotte dei nostri genitori: dobbiamo unirci in solidarietà per difenderli ed ampliarli.

Giovani lavoratori in tutta Europa, lottate per i vostri diritti! In tutta Europa da Nord a Sud sono stati organizzati scioperi, manifestazioni e sit in di solidarietà. Uniamo le forze e sosteniamo tutte le manifestazioni organizzate il 14 novembre!


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