AST Terni: sindacati, pericolosissimo stato di stallo della vicenda. Il 5 giugno stop di 4 ore

30/05/2013

Una “pericolosissima fase di stallo”, così viene definita unitariamente dalle R.S.U. di Gruppo AST e di ILSERV e dalle Segreterie Provinciali di FIM-FIOM-UILM-FISMIC-UGL, quella in cui si trova la vicenda della vendita del sito di Terni, dopo l'incontro del 29 maggio presso il Ministero dello Sviluppo Economico alla presenza della società Outokumpu, attuale proprietaria del sito ternano.

La certezza dei tempi entro cui la vendita deve essere completata al fine di dare congruenza al prosieguo delle produzioni e delle prospettive future dell’intero sito, impedendo di fatto che sul di Terni vengano scaricati “costi improvvisi” che possono impedire o ritardare la conclusione della vicenda stessa; il sito deve essere venduto con tutte le sue produzioni, compreso il Tubificio di Terni, condizione irrinunciabile per le prospettive presenti e future del sistema produttivo Acciai Speciali; la chiarezza e la condivisione di un piano industriale che garantisca al sito di Terni il prosieguo dello sua missione industriale, della sua strategicità per le produzioni di inox sia nel panorama nazionale che internazionale. Sono questi i punti principali che le RSU e le segreterie provinciali di categoria rivendicano affinchè la vicenda Ast di Terni possa concludersi positivamente. Ed è proprio per rendere visibile la preoccupazione dei lavoratori e per creare la giusta attenzione sul “caso AST” che i sindacati hanno indetto 4 ore di sciopero per il giorno 5 giugno 2013 con manifestazione fuori dalla fabbrica.

RSU e segreterie provinciali di categoria, infine, sottolineano come lo stato di incertezza in cui si trova la vicenda AST di Terni sia “pericoloso, deleterio e inaccettabile per le future sorti del sito e di tutti i lavoratori” per questo le organizzazioni sindacali, ritengono “indispensabile e urgente un intervento immediato che coinvolga tutti i parlamentari italiani europei, i senatori e deputati eletti in Umbria, le Istituzioni locali e regionali al fine di dare coerenza agli impegni già presi nei giorni scorsi attraverso un’azione incisiva e determinante che coinvolga sia il Governo italiano ai suoi massimi livelli, sia la stessa Commissione Europea”.


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