Nota sull'approvazione del ddl che istituisce il Comitato per le riforme

12/07/2013

Il Senato della Repubblica ha approvato in prima lettura il ddl costituzionale di iniziativa governativa n. 813 “Istituzione del Comitato parlamentare per le riforme costituzionali ed elettorali”. Il provvedimento è stato approvato con 203 voti favorevoli, 4 astenuti e 54 contrari.

Il testo del ddl, ora trasmesso alla Camera, presenta alcune parziali modifiche introdotte durante i lavori della Commissione che, tuttavia, non ne hanno mutato la sostanza.

Il disegno di legge, infatti, istituisce il Comitato per le riforme, composta da 20 deputati e 20 senatori, cui sarà demandato il compito di esaminare “i progetti di legge di revisione costituzionale degli articoli di cui ai titoli I, II, III e V della Parte II della Costituzione, nonché, in materia elettorale, esclusivamente i conseguenti progetti di legge ordinaria concernenti i sistemi di elezione delle due Camere.” Al Comitato, novità del testo licenziato in Commissione Affari Costituzionali, inoltre, è consentito “esaminare o elaborare” in relazione ai progetti esaminati, anche le “modificazione strettamente connesse, ad altre disposizioni della Costituzione o di legge costituzionale”. Si dà, quindi, mandato al Comitato per le riforme la facoltà di proporre modifiche su l'intera Carta, se strettamente connesse con le modifiche apportate ai Titoli I, II, III e V della II parte.

Il disegno di legge, inoltre, prevede un rigido crono-programma per l'approvazione delle proposte di modifica della Costituzione, disponendo che il Comitato per le riforme concluda i suoi lavori entro 6 mesi dalla prima riunione e che le Camere approvino in prima lettura i progetti di legge trasmessi dal Comitato entro 3 mesi, prevedendo infine che (comma 4, articolo 4) “il progetto o i progetti di legge costituzionale sono adottati da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di quarantacinque giorni e sono approvati a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione”. Comma, quest'ultimo, che deroga a quanto previsto dall'articolo 138 della Costituzione che dispone un intervallo non minore di tre mesi tra la prima e la seconda deliberazione delle Camere.

La CGIL, dunque, non può che confermare la propria contrarietà ad un provvedimento che vuole promuovere un processo di riforma della Costituzione, introducendo un procedimento speciale che ignora quanto disposto dalla stessa Carta per le modifiche costituzionali. La deroga all'articolo 138 della Costituzione, disposta dal ddl approvato dal Senato, si esplica:

  1. nel metodo, prevedendo l'istituzione di una Commissione ad hoc per le riforme invece di affidare l'esame dei progetti di legge alle commissioni Affari Costituzionali;

  2. nella tempistica, imponendo una scansione temporale poco consona a modifiche fondamentali come sono quelle che interessano la Costituzione (entro 18 mesi la conclusione dell'iter) e esplicitamente derogatoria di quanto prevede la Costituzione stessa (l'intervallo di 45 giorni anziché 3 mesi tra la prima e la seconda deliberazione delle Camere)

  3. nel merito, prevedendo un processo di riforma che, seppur si garantisce sarà tradotto in singoli progetti di legge omogenei e specifici, interessa la II parte della Costituzione quasi nella sua totalità (esplicitamente i Titoli I, II, III e V), con licenza, se ritenuto necessario, di intervenire anche su altre parti, tradendo così l'essenza del potere “costituito” e non “costituente” dato dalla Costituzione per la modifica dei suoi articoli. Un potere che deve essere esercitato in modo mirato, omogeneo e puntuale, non con l'intento di riscrivere intere parti della Carta stravolgendo l'ordinamento della Repubblica.

Infine, pur apprezzando l'intenzione di coinvolgere la cittadinanza con un processo partecipato, esprimiamo forti perplessità sul questionario online predisposto dal Ministero per le Riforme per consultare i cittadini sulle riforme istituzionali ritenute necessarie. Una materia complessa come l'assetto istituzionale della Repubblica può essere difficilmente sintetizzabile in poche domande a riposta chiusa, costringendo, quindi, l'intervistato a optare per scelte predefinite e, inevitabilmente, “semplicistiche”. È alta, inoltre, la probabilità di tradire nella formulazione dei quesiti la predilezione per un determinato orientamento dottrinario.

Ci auguriamo che l'intento di consultare la cittadinanza, manifestato con questa iniziativa online dal Governo, possa tradursi anche nella consultazione della parti sociali e delle associazioni che hanno come ragione sociale la promozione della Costituzione.

Pubblichiamo in allegato il testo del ddl approvato.


Allegati:
 ddl_813.pdf
Classificazione:
[Riforme Istituzionali] 


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