L. Elettorale: Cgil, serve ma senza ombre di incostituzionalità

29/01/2014

Serve una nuova legge elettorale ma è “indispensabile” che su questa non vi siano “ombre di incostituzionalità”. E' quanto afferma il segretario confederale della Cgil, Danilo Barbi, in merito alla discussione sulla futura legge elettorale, alla luce delle indicazioni espresse nella sentenza della Corte Costituzionale.

“I profili di incostituzionalità accolti dalla Corte - spiega in una nota il dirigente sindacale - devono costituire le linee guida per la formulazione della nuova legge elettorale. In particolare, auspichiamo che sia approvata una normativa volta ad allargare la partecipazione democratica dei cittadini per la definizione della rappresentanza parlamentare, rispettosa del principio dell'eguaglianza del voto e che non alteri in misura 'sproporzionata' il rapporto tra voti espressi e seggi ottenuti. È importante che si rispetti il dettato che la previsione di meccanismi premiali non può generare una 'eccessiva sovra-rappresentazione della lista di maggioranza relativa', provocando una distorsione tra voti e seggi, incompatibile con il principio di eguaglianza del voto”. La sentenza ricorda, inoltre, “che le funzioni attribuite ai partiti politici al fine di eleggere le assemblee devono 'essere preordinate ad agevolare la partecipazione alla vita politica dei cittadini ed alla realizzazione di linee programmatiche'. E ciò può avvenire unicamente individuando un sistema di voto che ricostruisca un rapporto libero e diretto tra corpo elettorale e candidati”.

Per la Cgil, spiega Barbi, “se è sicuramente decisivo che il Parlamento riesca ad approvare una nuova legge elettorale, consideriamo, altresì, indispensabile che sulla nuova legge non vi siano ombre di incostituzionalità che possano dar seguito a nuovi ricorsi e nuovi pronunciamenti della Corte Costituzionale. Le crisi del sistema politico-istituzionale che sta attraversando da troppo tempo il Paese raggiungerebbe un punto di non ritorno se i cittadini fossero, nuovamente, chiamati a votare con un sistema che non rispetti fedelmente i principi costituzionali di rappresentatività ed eguaglianza. Confidiamo che il Parlamento saprà fare proprie le motivazione della sentenza promulgata dalla Corte in cui, pur riconoscendo costituzionalmente legittimo l’obiettivo della governabilità e della stabilità, si ribadisce che tale obiettivo non può essere perseguito a scapito dei principi costituzionali di rappresentanza e di uguaglianza del voto e che la sede esclusiva della rappresentanza politica nazionale sono le assemblee parlamentari e non i governi”, conclude Barbi.


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