Infanzia: Rapporto Fondazione Zancan 2013 “Rigenerare capacità e risorse” per aggredire la povertà

04/02/2014

Il Rapporto 2013 della Fondazione Zancan ruota, come sempre, attorno alla Povertà, in particolare quella che colpisce i bambini, e come quello del 2012, al concetto di welfare “generativo”. Per entrambe le cose viene indicato come indispensabile un cambio di passo.

Il sistema di welfar attuale si dimostra ampiamente inadeguato rispetto alle sfide della modernità e della globalizzazione. Soprattutto poi si dimostra inefficace rispetto alla lotta alla povertà, all’esclusione sociale. Le cause dell’inefficacia non vanno ricercate soltanto nella congiuntura economica di crisi profonda, ma vanno ricercate soprattutto nella frammentarietà dei capitoli di spesa e dei diversi soggetti (ministeri- regioni- comuni spesso non comunicanti tra loro) cui fanno capo. Per rispondere alle sfide che la globalizzazione, la modernità, la crisi ci pongono, ai bisogni che si evidenziano non possiamo pensare di dilatare all’infinito la spesa, non soltanto perché anche nel contrasto alla povertà vengono “sprecate” importanti risorse. Dice infatti il Rapporto, si spende male nelle allocazioni di spesa e nelle direzioni della spesa, così chi ha veramente bisogno rischia di non poter accedere ai benefici previsti mentre altri sommano benefici. Dobbiamo modificare il nostro concetto di welfare perché sono venuti meno gli stessi presupposti di un welfare fondato sulla fiscalità e sulla redistribuzione: i fenomeni della finaziarizzazione e dell’enorme evasione fiscale fa sì che la fiscalità si concentri sui redditi da lavoro dipendente e pensioni (le stesse fasce che poi dovrebbero essere aiutate) dando così vita a meccanismi che generano ingiustizia.

Il welfare attuale mostra anche alcune altre evidenti “storture”: dedica le maggiori risorse all’aspetto Previdenziale (pensionistico) e minore attenzione a quello Assistenziale (in parte pubblico e in parte privato). Il settore assistenziale pubblico privilegia più i trasferimenti in denaro rispetto all’erogazione di servizi; il settore privato si concentra sui servizi.

Il direttore della Fondazione Zancan, Tiziano Vecchiato, nei suoi saggi all’interno del Rapporto spiega come ancora oggi la lotta alla povertà in Italia sia troppo concentrata sull'erogazione di trasferimenti economici, senza che vengano attivati servizi di aiuto. Occorre chiedersi cosa succederebbe se una parte dei trasferimenti fossero gestiti in modo generativo, responsabilizzando, rigenerando le risorse, facendole rendere senza consumarle - spiega - È una nuova logica che dice alle persone: "Non posso aiutarti senza di te" e che chiede loro un coinvolgimento attivo. Quindi se si vuole fare un passo avanti occorre immaginare un welfare basato non solo e non più sul consumo di risorse, ma capace anche di rigenerarle. Il welfare generativo non dà e basta in funzione di un diritto, ma esige anche un dovere, quello di far valere le risorse, di essere soggetti attivi. In questo modo si genera valore, sociale ed economico, che viene rimesso in circolo a favore della comunità.

I trasferimenti monetari rappresentano infatti soltanto un enorme costo assistenziale che non aiuta quanto dovrebbe. Non sono investimento, non generano rendimento umano ed economico, non incrementano il capitale sociale a disposizione. Alimentano, invece, un sistema assistenziale che di fatto rappresenta un deficit di speranza e di futuro, a danno delle nuove generazioni.

Da qui l’urgenza di soluzioni di "welfare generativo". La Fondazione Zancan, col Rapporto 2013 “Rigenerare capacità e risorse” ed Il Mulino, cerca di offrire degli spunti e degli stimoli alle forze politiche, sindacali, imprenditoriali e culturali per riflettere su come passare dall'assistenzialismo alla promozione, e passare quindi da un welfare inteso come "costo" ad un welfare inteso come "investimento". La CGIL condivide questa prospettiva, infatti l’ha inserita nel “Piano per il lavoro” attualmente in discussione anche nel percorso congressuale.


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