Infanzia e Integrazione: Pubblicate le nuove "Linee guida per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri"

07/03/2014

Alla fine del mese di febbraio il ministro Carrozza ha emanato le nuove "Linee guida per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri". Il documento rinnova e sostituisce quello uscito nel marzo del 2006, a fine mandato dell’allora ministro Moratti; prende atto dell'aumento del fenomeno migratorio, delle mutate circostanze socio-culturali e delle nuove esigenze di tutela per gli studenti stranieri e per il loro percorso formativo. Le nuove Linee guida si collocano infatti all’interno del “modello italiano” di educazione interculturale (cfr “La via italiana per la scuola interculturale e l’integrazione degli alunni stranieri”- MIUR 2007) richiamano il profilo universalistico della normativa scolastica in materia accoglienza dell’alunno straniero, il quadro normativo dell’autonomia scolastica stessa e ribadiscono che l’eventuale “ posizione di irregolarità” rispetto alla presenza in Italia della famiglia o del minore non può costituire impedimento all’accesso alla scuola in quanto l’iscrizione alla scuola afferisce ad un diritto sancito dalla Convenzione dei diritti dell’infanzia” (New York 1989- Italia 1991).
Le modalità di iscrizione sono online, come per tutti, ma si raccomanda modulistica almeno bilingue (italiano/inglese) e soprattutto un coinvolgimento interattivo con la famiglia.
Negli 8 anni intercorsi (dal 2006 al 2014) gli alunni con cittadinanza non italiana sono raddoppiati, ma, come chiarisce anche il documento, sono una presenza articolata e variegata: nati in Italia, arrivati in Italia da bambini, neo arrivati; figli di coppie straniere, di coppie miste; minori non accompagnati,
adottati; alunni rom, sinti e caminanti, ecc.. Un altro significativo mutamento di scenario rispetto al 2006 che vedeva la presenza di alunni “stranieri” soprattutto nelle scuole dell’Infanzia e del 1° ciclo è la consistente presenza di questi alunni nel 2° ciclo, per cui l'orientamento nella scelta del percorso formativo, sia per la scuola superiore che per l'università, assume carattere cruciale e deve essere facilitato e reso effettivo con l'aiuto dei docenti, in modo da evitare tanto la “concentrazione” (80%!!!) nei tecnici e professionali , più professionali che tecnici se non direttamente CPIA, quanto ritardi e dispersioni.

Oltre all’orientamento, le nuove Linee non tralasciano di esaminare altri punti critici quali la valutazione e la cittadinanza. Quanto alla criticità data dalla massiccia presenza di alunni con cittadinanza non italiana in alcune scuole piuttosto che in altre della stessa città/quartiere (sulle circa 58mila scuole italiane ce ne sono 4/500 in cui la presenza di alunni “stranieri” é pari o superiore al 50%) si fa sempre riferimento al tetto flessibile del 30%, ma soprattutto si richiama la necessità di raccordo fra scuole-Enti Locali- famiglie per una equilibrata gestione sul territorio. Si richiamano le “reti di scuole” con funzioni di coordinamento anche pedagogico non già, come spesso accade, con mere funzioni burocratico-amministrative per la spartizione di fondi.

Le Linee Guida prevedono ovviamente la necessaria assistenza nell'insegnamento della lingua italiana, e sottolineano tanto il ruolo centrale dei docenti, quanto quello dei compagni di classe per l’italiano L2. Vengono certamente previste (per i neo arrivati) come necessarie da 8 a 10 ore di insegnamento della lingua italiana come L2 (lingua seconda) per la durata di 3 o 4 mesi. Queste attività dovrebbero essere organizzate per piccoli gruppi secondo livelli di apprendimento e non in base all'età degli studenti, ma soprattutto dovrebbero essere organizzate come attività di laboratorio linguistico che non sostituiscono la presenza nella classe dei pari, ma la supportano. Le Linee sottolineano infatti come accanto a queste attività laboratoriali, il supporto più importante, a giudicare dai dati statistici lì citati, sia l'"apprendimento integrato", cioè il contatto continuo e diretto con gli studenti italofoni della classe.

Le nuove "Linee guida per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri" dicono nelle loro 24 pagine tutto quanto abbiamo cercato di sintetizzare sopra, tuttavia esse non dicono una sola parola in tema di INVESTIMENTI (né di personale, né finanziario) con cui dare attuazione reale a quanto indicato/raccomandato/suggerito. A costo zero non sarà possibile né la formazione del personale, né le ore aggiuntive dei laboratori.

Questa grave omissione ci fa temere che le criticità analizzate nel documento continuino a rimanere criticità, che le scuole continueranno a fare “quello che possono” e che ancora una volta il diritto all’istruzione e il futuro dei giovani restino delle belle parole.


Classificazione:
[Immigrazione]  [Welfare]  [Infanzia e Adolescenza] 


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