Riforma: documento CGIL a Governo, favorevoli a superamento bicameralismo perfetto

27/03/2014 Preoccupa riforma titolo V, no a rafforzamento poteri premier contro Parlamento

Favorevoli al superamento del bicameralismo perfetto ma preoccupano alcuni aspetti legati alla redistribuzione delle competenze tra Stato e Regioni per quanto riguarda la riforma del titolo V, alla rilegificazione del lavoro pubblico e all'abolizione Cnel. Netta invece la contrarietà a un rafforzamento dei poteri del governo e del Premier che mortifichi il ruolo del Parlamento. Questo in estrema sintesi il giudizio della Cgil sulla proposta di riforma costituzionale contenuto in un documento inviato al Governo dopo l'esplicito invito di quest'ultimo di volersi confrontare sul tema anche con le parti sociali.

Nel documento, frutto di un'elaborazione sui temi istituzionali che il sindacato di corso d'Italia ha sviluppato negli anni, la Cgil esprime alcune prime valutazioni sulla proposta del governo: “La riforma presentata costituisce l'apprezzabile tentativo di superare il bicameralismo perfetto al fine di istituire un Senato rappresentativo delle Regioni e delle Autonomie locali che possa essere il luogo di codeterminazione e di raccordo tra Stato ed autonomie locali, e di riformare il Titolo V della Costituzione al fine di superare le problematiche riscontrate nell'ultimo decennio in relazione, in particolare, alla legislazione concorrente”.

L'organizzazione guidata da Susanna Camusso si dice “favorevole all'ipotesi di superamento del bicameralismo perfetto, seppur con alcune fondamentali modifiche” mentre esprime “preoccupazione per l'intervento sull'articolo 117, in relazione alla specifica redistribuzione delle competenze legislative tra Stato e Regioni proposta nell'articolato, nonché per la rilegificazione del lavoro pubblico, e per l'abolizione Cnel, senza che sia individuata una nuova e qualificata sede istituzionale per la partecipazione delle parti sociali”. Infine, conclude la Cgil, “esprimiamo assoluta contrarietà, infine, per ogni intervento che, mirando al rafforzamento dei poteri del Governo e del Presidente del Consiglio, rompa l'equilibrio istituzionale tra Governo e Parlamento, attribuendo un sopravalore al primo, reprimendo la dialettica parlamentare e mortificando la sede istituzionale della rappresentanza democratica”.

In allegato il documento della Cgil.


Allegati:
 Cgil_DocCommentoRiformaSenatoETitoloV_26mar14.pdf
Classificazione:
[Riforme Istituzionali] 


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