Immigrazione: liberiamo l'Europa dal razzismo

15/05/2014 'L'Italia sono anch'io' presenta 10 richieste ai candidati al Parlamento Europeo

Per un'Europa democratica, solidale, coesa e di pace, i promotori della campagna L'Italia sono anch'io hanno presentato questa mattina a Roma, presso la sede nazionale della CGIL, dieci richieste ai canditati alle elezioni europee 2014.

Dieci richieste contenute nel manifesto 'L'Europa sono anch'io' e illustrate nel corso della  conferenza stampa da Pietro Soldini, Responsabile Immigrazione CGIL Nazionale, da Grazia Naletto Presidente di Lunaria e Filippo Miraglia, Responsabile Immigrazione ARCI. Ai canditati al Parlamento Europeo chiedono: la ratifica della Convenzione dell'ONU del 18/12/1990 “sui diritti dei lavoratori migranti e dei membri delle loro famiglie”, la garanzia del diritto di voto amministrativo ed europeo, il riconoscimento della cittadinanza europea, la garanzia del diritto di arrivare legalmente in Europa. Inoltre, chiedono politiche migratorie coerenti con il funzionamento del mercato del lavoro, più garanzia della libertà personale e la chiusura dei centri di detenzione, il diritto ad un'accoglienza dignitosa, la garanzia della parità di accesso ai sistemi di welfare, il contrasto di tutte le forme di istigazione alle discriminazioni e al razzismo, infine la tutela dei diritti dei minori.

Per i promotori della campagna l'Italia sono anch'io è importante impegnarsi su queste direttrici se si auspica ad un'Europa “plurale e dinamica” e “capace di fondare le relazioni tra gli stati membri e con i paesi terzi sul reciproco rispetto, sul riconoscimento delle specifiche diversità culturali, sulla promozione delle libertà e dei diritti fondamentali, sul mantenimento della pace tra i popoli, sulla garanzia del principio di eguaglianza, sul rifiuto di ogni forma di discriminazione, sul ripudio della xenofobia e del razzismo".

Oltre alle dieci richieste, il sindacalista della CGIL, Piero Soldini nel suo intervento avanza al Governo la richiesta dell'apertura di un confronto con tutti gli interlocutori, sindacati, associazioni, regioni ed enti locali per elaborare un Piano Nazionale di gestione dei flussi migratori nel Mediterraneo, per assicurare così azioni di accoglienza e d'intervento e la costituzione di 'corridoi umanitari' che garantiscano l'arrivo in sicurezza degli immigrati in Europa.


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