La Corte Europea per i diritti dell'uomo condanna l'Italia e riconosce l'assegno al nucleo familiare per un cittadino extracomunitario

03/06/2014 Dopo tre sentenze negative, la Cedu censura il comportamento della Cassazione, imponendo allo Stato italiano il riconoscimento del diritto di un lavoratore tunisino all’assegno per i nuclei familiari numerosi.

Dopo tre sentenze negative, la Cedu censura il comportamento della Cassazione, imponendo allo Stato italiano il riconoscimento del diritto di un lavoratore tunisino all’assegno per i nuclei familiari numerosi.

Un cittadino tunisino, residente in Italia con permesso di soggiorno di lunga durata e con un lavoro regolare, si era visto negare l’assegno per il nucleo familiare composto dalla moglie e da quattro figli, in quanto la legge italiana riserva tale beneficio ai soli cittadini italiani.

Promosso al riguardo un giudizio, sia i giudici italiani di merito che la Cassazione avevano respinto la richiesta del lavoratore di investire della questione la Corte di giustizia della UE. Su ricorso del cittadino tunisino, sollecitato dall’INCA è infine intervenuta sulla vicenda la Corte europea per i diritti dell’uomo, che ha condannato l’Italia sia per la violazione della regola del giusto processo, per non avere la Cassazione (che ha l’obbligo di investire la Corte di giustizia UE delle questioni che coinvolgono in maniera seria la interpretazione e l’applicazione del diritto europeo) adeguatamente motivato il rifiuto, sia per la discriminazione operata dalla legislazione italiana in ragione della nazionalità del richiedente.


Allegati:
 Corte_Europea_per_i_diritti_delluomo_Causa_Dhahbi_c.Italia.pdf
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