Vertenza precariato comparto Scuola - L'avvocato Generale presso la Corte di Giustizia UE censura il reiterato abuso nell'utilizzo dei contratti a termine ammesso dalla legislazione italiana

22/07/2014 L'Avvocato Generale Szpunar, nelle sue conclusioni presentate il 17 luglio u.s., nel dirimere tutte le censure avanzate dalla FLC CGIL, dalla CGIL Nazionale e da tutti gli altri ricorrenti, conferma la illegittimità dell’operato del Amministrazione nonché il reiterato abuso nell’utilizzo dei contratti a termine nella Scuola

il 17 luglio u.s. l’Avvocato Generale Szpunar presso la Corte di Giustizia ha presentato le conclusioni nelle cause pregiudiziali riunite Mascolo, Racca ed altri (Tribunale di Napoli) e Napolitano (Corte costituzionale) (C-22/13, C-61/13 a C-63/13, C-418/1).
La FLC CGIL e la CGIL Nazionale sono intervenute nel procedimento instaurato presso il Tribunale di Napoli ai sensi dell'art. 64 del d.lgs. 165 del 2001, in quanto firmatarie del CCNL del settore Scuola, dal momento che si trattava di una controversia individuale - promossa dalla insegnante precaria sign.ra Racca contro il MIUR affinché il suo rapporto di lavoro a termine, essendosi protratto per più di 36 mesi in mansioni equivalenti, fosse considerato a tempo indeterminato a far tempo dal 36° mese - nella quale si poneva la necessità di risolvere in via pregiudiziale una questione concernente l'efficacia, la validità o l'interpretazione delle clausole di un contratto o accordo collettivo nazionale ai sensi dell’art. 64, comma 1, d.lgs. cit.
La FLC CGIL e la CGIL Nazionale - tramite i loro legali - hanno, quindi, avuto l’opportunità di discutere la causa davanti alla Corte di Giustizia all’udienza del 27 marzo u.s.
Ebbene, le conclusioni dell'Avvocato Generale non lasciano adito ad alcun dubbio sulla incompatibilità con il diritto dell'Unione (come precisa il comunicato stampa della Corte di Giustizia allegato) - e, in particolare, con la clausola 5 dell'accordo quadro europeo recepito nella Direttiva 1999/70 - della normativa interna che disciplina l'attuale sistema di reclutamento dei supplenti della scuola attraverso le graduatorie permanenti (art. 4, co. 1 e 2, della legge n.124/1999).
Secondo Szpunar, lo Stato italiano ha utilizzato i supplenti scolastici per soddisfare fabbisogni permanenti e non temporanei di personale, prassi più volte censurata - perché priva di ragioni oggettive - dalla Corte di Giustizia, dalla sentenza Adeneler alla sentenza Kucuk; decisione, quest'ultima, espressamente richiamata dall’Avv.to Generale con specifica censura della contraria interpretazione proposta dalla nostra Corte di Cassazione nella sentenza n. 10127/2012 (aderendo, quindi, alle critiche mosse dal Tribunale di Napoli nelle ordinanze di rinvio).
L'Avv.to Generale evidenzia, nelle sue conclusioni, che tale sistema di reclutamento a tempo determinato non prevede né misure preventive (clausola 5, n. 1, dell'accordo quadro europeo) né sanzioni effettive (clausola 5, n. 2, lett. b). Queste ultime erano state individuate dallo stesso legislatore italiano nella riqualificazione a tempo indeterminato dei rapporti a termine successivi che abbiano superato i 36 mesi, salvo poi vanificarne l'operatività per la scuola pubblica nel 2009 con l'art. 4, co. 14-bis, l. n. 124/1999 e nel 2011 con l'art. 10, co. 4-bis, d.lgs. n. 368/2001, norme che hanno escluso l’immissione in ruolo e la trasformazione a tempo indeterminato dei rapporti a termine successivi nella Scuola.
Né ragioni finanziarie possono giustificare l'abusivo utilizzo dei contratti a termine. Siccome la giurisprudenza della Corte di Cassazione esclude anche il risarcimento dei danni a favore dei lavoratori precari trattandosi di contratti a termine legittimi, secondo Szpunar il contrasto tra la direttiva 1999/70 e la normativa interna va risolto dai Giudici italiani del rinvio, o dichiarando illegittime sul piano costituzionale tutte le disposizioni che impediscono la tutela effettiva già riconosciuta dall'ordinamento interno (Corte costituzionale) o disapplicandole (Tribunale di Napoli).
Sembra improbabile che la Corte di Giustizia - nella sua decisione attesa per l'autunno prossimo - possa dire qualcosa in meno rispetto alle chiare conclusioni dell'Avvocato Generale Szpunar, che ha individuato nel rispetto del processo di stabilizzazione dei supplenti della Scuola di cui al d.l. n. 104/2013, e nell'assunzione a tempo indeterminato, l'unica sanzione adeguata, sgombrando con nitidezza inusuale - rispetto alle precedenti cause pregiudiziali sul precariato pubblico italiano - ogni ombra di dubbio sul percorso che il Governo prima e, in mancanza, i Giudici poi dovranno effettuare per sanare il conclamato abuso della flessibilità nel pubblico impiego, non solo in quello scolastico.
Per un approfondimento delle favorevoli argomentazioni dell'Avvocato Generale si allegano, insieme al testo delle conclusioni e al comunicato stampa della Corte di Giustizia, una nota curata dai legali della FLC-CGIL (Angiolini, Americo e Barsanti).


Allegati:
 All. 2 Conclusioni Avvocato Generale Szpunar 17-7-2014 - cause riunite Mascolo ed altri - lingua francese.pdf
 All. 3 Comunicato stampa conclusioni avvocato generale Szpunar - cause Mascolo sulla scuola e pubblico impiego.pdf
 All. 4 nota sulle conclusioni avv.to generale per FLC-CGIL.pdf
Classificazione:
[Giuridica]  [Politica giudiziaria]  [Note a sentenza] 


«maggio 2017»
»lumamegivesado
>24252627282930
>1234567
>891011121314
>15161718192021
>22232425262728
>2930311234
News

© CGIL 2015 | Credits | Privacy