Più libertà di sciopero in Germania che in Italia

30/10/2014 A proposito di alcune “estemporanee” dichiarazioni in materia di sciopero, dedicato agli imprenditori tedeschi: più libertà di sciopero in Germania che in Italia


Lo sciopero non è un'anomalia italiana, è un diritto iscritto in quasi tutte le Costituzioni dei paesi membri dell'Unione Europea e riconosciuto nell'art.28 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea che, dal 2009, ha  lo stesso effetto giuridico vincolante dei trattati.
L'esercizio del diritto di sciopero in Italia incontra limiti molto più rigorosi di quelli vigenti in Germania.

In Italia lo sciopero nel settore dei servizi pubblici è disciplinato dalla l.n.146/90  che consente alle organizzazioni sindacali di proclamare lo sciopero solo dopo aver superato un percorso con molti ostacoli.

Prima della proclamazione è necessario esperire le procedure di raffreddamento e di conciliazione previste dai contratti collettivi, rispettare un intervallo tra uno sciopero ed il successivo, dare il preavviso con l'indicazione delle modalità e della durata dello sciopero, assicurare comunque una parte del servizio, in una misura assai consistente. La irrogazione delle sanzioni per le violazioni della normative è affidata ad una Commissione di garanzia che ha anche poteri di intervento sulla effettuazione degli scioperi.

In Germania non esistono limiti al diritto di sciopero. In alcuni servizi essenziali: sanità, ambiente, militari, funzione giurisdizionali le organizzazioni sindacali garantiscono servizi minimi concordati nei contratti collettivi. Le organizzazioni sindacali possono incorrere in sanzioni penali solo per violazioni costituenti reato. I comportamenti datoriali finalizzati ad ostacolare l'adesione allo sciopero sono sanzionati.


Classificazione:
[Diritto di sciopero] 


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