Conclusioni del Consiglio UE Competitività sulla regolamentazione intelligente (Bruxelles, 4 dicembre 2014). Il giudizio negativo della CGIL e della Confederazione Europea dei Sindacati

22/12/2014 Nelle sue Conclusioni sulla regolamentazione intelligente adottate il 4 dicembre, il Consiglio dell’Unione Europea – Competitività esprime il pieno sostegno al programma della Commissione REFIT. Il giudizio negativo della CGIL.

Nelle sue Conclusioni sulla regolamentazione intelligente adottate il 4 dicembre u.s. (vedi il testo allegato, disponibile solo in inglese), il Consiglio dell’Unione Europea – Competitività esprime il pieno sostegno al programma della Commissione REFIT.

Ci siamo già soffermati, in una precedente comunicazione sugli obiettivi e il possibile impatto sul diritto del lavoro nazionale del programma REFIT. Esso mira a “eliminare i costi superflui della regolamentazione (gli oneri)” e “garantire che il corpus legislativo europea resti idoneo allo scopo” (COM(2012)746, par. 1, p. 2).

Il Consiglio UE Competitività menziona i differenti obiettivi e strumenti di cui si avvale il programma (riduzione dei costi normativi, valutazioni d’impatto, valutazioni ex post, controlli d’idoneità, semplificazione e consultazione delle parti interessate). Il Consiglio sottolinea inoltre che, nel 2015, la Commissione verificherà, per la prima volta, nel quadro di valutazione del programma REFIT, i progressi realizzati dagli Stati membri (sul punto si segnala l’incontro dei Direttori e degli Esperti di Better Regulation che ha avuto luogo, a Roma, il 18 e 19 settembre 2014).

Segnaliamo che, per evitare che i consumatori e le imprese subiscano i costi connessi all’esistenza di 28 mercati del lavoro nazionali, il Consiglio UE promuove sia l’armonizzazione che il mutuo riconoscimento (ovverosia l'applicazione delle regole del paese di origine nel paese in cui si presta la propria attività). Già nel dicembre 2013, il Consiglio UE aveva invitato la Commissione a riferire, entro il 2015, in merito all’applicazione del principio del riconoscimento reciproco al fine di migliorarne il funzionamento nel mercato interno.

Confermiamo, insieme alla Confederazione Europa dei Sindacati, il giudizio sostanzialmente negativo sul documento del Consiglio.

Dovremo, nei prossimi mesi, ragionare: sulle implicazioni del concetto di semplificazione, che non deve significare necessariamente deregolazione; sui valori e sugli “interessi” a cui si lega il programma della Commissione REFIT (una regolazione che non assecondi esclusivamente le esigenze degli imprenditori, ma che contribuisca ad una semplificazione normativa il più possibile “pro-labour”); infine, sulla regola del c.d. gold-plating (per cui gli Stati sono invitati ad applicare la legislazione UE nel modo meno gravoso possibile, senza introdurre obblighi ulteriori rispetto a quelli previsti nella legislazione stessa).

Alleghiamo

1. Conclusions on Smart Regulation EN

2. Scheda Che cos'è il Programma REFIT


Allegati:
 146029_Smart_Regulation.pdf
 REFIT_stato_e_prospettive.pdf
Classificazione:
[Politiche europee]  [Giuridica]  [Politiche del diritto] 


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