L'Unione dell'energia e il Consiglio europeo (19 e 20 marzo 2015)

02/04/2015

Due miliardi di fondi strutturali subito a disposizione della Grecia per affrontare la crisi di liquidità e l’emergenza umanitaria in atto. E’ la novità più importante, sul fronte economico, in arrivo dal vertice di Bruxelles.
Sono fondi strutturali (per i quali il tasso di cofinanziamento è stato straordinariamente ridotto al cinque per cento) messi a disposizione per il rafforzamento dell'economia del paese, la riduzione della disoccupazione giovanile e il sostegno ai cittadini più poveri. Inoltre, la Commissione europea  metterà a disposizione del Governo Tsipras una task force di funzionari che aiuterà la Grecia ad assorbire i fondi, come non è riuscita a fare finora.

Da Bruxelles, però, arriva anche il consueto richiamo ad accelerare le riforme strutturali (“stanno avanzando a ritmo troppo lento!”). Il Presidente della Commissione europea, J.C. Juncker - ricordati gli ultimi dati positivi sull’economia europea (sia l’Ocse che la Bce hanno da poco certificato una fase di crescita in atto) –  ha spiegato che  “la ripresa è in cammino, e che le previsioni dicono che le cose migliorano” ma questo dipende “da condizioni congiunturali, mentre vorremmo fosse strutturale”. In altre parole, adesso c’è l’influenza positiva del prezzo del petrolio, del cambio euro-dollaro ai minimi e del quantitative easing, fattori che non dureranno in eterno. Da parte sua, l'Italia,  sottolinea che l'austerity non basta, e che bisogna sostenere l’economia con più forza, seguendo l’esempio degli Usa che – infatti - sono già usciti dalla crisi: in questo senso, il Piano Juncker (anche se insufficiente) sarà fondamentale.

Il Consiglio europeo (ora presieduto dal polacco Donald Tusk)  ha ribadito “i tre pilastri principali dell'analisi annuale della crescita (investimenti, riforme strutturali e risanamento di bilancio favorevole alla crescita)“ e l'importanza del Fondo europeo per gli investimenti strategici. Riferendosi al Partenariato transatlantico su commercio e investimenti (TTIP) con gli Usa, le Conclusioni hanno anche sottolineato che “gli Stati membri e la Commissione dovrebbero intensificare gli sforzi per comunicare i vantaggi dell'accordo e rafforzare il dialogo con la società civile”. Tra l'altro, il Vertice ha accolto con favore l'iniziativa della Commissione europea di presentare, a maggio, un'Agenda europea sulla migrazione centrata sugli obiettivi di una politica d'asilo efficace, una migrazione regolare ben gestita, la lotta contro e la prevenzione della migrazione irregolare e frontiere esterne sicure. Si è soffermato  su alcuni aspetti delle relazioni esterne.

E soprattutto - cosa questa importante - ha varato l'Unione dell'energia. L'attuale modello economico è sempre più insostenibile. Nel 2011, sono state utilizzate 15,6 tonnellate di materie prime pro-capite nell'Ue: più di quanto il pianeta sia in grado di sostituire. Più di 459.000 persone muoiono ogni anno in Europa a causa della scarsa qualità dell'aria; e i deboli impegni concordati per il 2030 renderanno la transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio ancor più costosa. Alla luce di queste considerazioni - per la Confederazione europea dei sindacati - l'Europa, per combattere i cambiamenti climatici deve adottare provvedimenti coraggiosi per tagliare le emissioni di gas serra, e fare pressione affinché siano implementati a livello globale. La CES chiede che, durante la Conferenza sul cambiamento climatico delle Nazioni Unite che si terrà a Parigi dal 30/11 alll'11/12/2015, i governi di tutto il mondo trovino un accordo internazionale vincolante per proteggere l'ambiente. L'Europa deve lavorare per raggiungere un'economia verde sostenibile, creando posti di lavoro verdi e migliorando le competenze in questo ambito. Deve dare priorità a politiche di investimento che supportino infrastrutture sostenibili e la rigenerazione industriale, l'innovazione, la ricerca e sviluppo, tecnologie a basso contenuto di carbone e all'uso efficiente delle risorse”.
Da anni, il movimento sindacale si batte per una giusta transizione verso un'economia sostenibile che avvenga nel rispetto dei lavoratori e delle loro comunità. Il nuovo modello di produzione e di consumo sostenibile deve porsi 'obiettivo della piena occupazione, della riqualificazione del personale proveniente dai settori che saranno dismessi, del lavoro dignitoso e dell'accesso universale al sistema di protezione sociale.
Ciò detto, in merito all'Unione dell'energia, cosa hanno deciso i 28 Paesi membri dell'Unione europea nel vertice del 19-20 marzo 2015? E per le relazioni esterne?

L'Unione dell'energia
- Dopo oltre sessant'anni dalla nascita della Ceca e del pool carbo-siderurgico,  i ventotto Paesi dell'Ue ci riprovano con un progetto altrettanto ambizioso e lungimirante che potrebbe rappresentare una tappa fondamentale verso il rilancio globale della stessa integrazione: l'Unione energetica, che mira a rivoluzionare e a riorganizzare le politiche energetiche dei Paesi membri in una prospettiva unificatrice. Fattori esterni (v. le gravissime tensioni tra Russia ed Ucraina, gli sconvolgimenti provocati dal fondamentalismo islamico dell'Isis. le fluttuazioni del prezzo del greggio, i pericoli connessi al cambiamento climatico del pianeta, ecc.) hanno indotto le istituzioni a rompere gli indugi e ad assumere l'iniziativa.

Il Pacchetto della Commissione Juncker
  - La Commissione europea  il 25 febbraio scorso ha presentato un Pacchetto per l'Unione dell'energia che si compone di tre documenti basilari:
  • una Strategia quadro per l'Unione dell'energia;
  • una Comunicazione che fissa gli obiettivi per un nuovo accordo globale sul clima da concludere a Parigi il prossimo dicembre;
  • una Comunicazione che illustra le misure necessarie per raggiungere l'obiettivo del 10% di interconnessione elettrica entro il 2020.

La strategia quadro per un'Unione dell'energia resiliente coniugata ad una politica per il clima lungimirante definisce cinque punti programmatici quali gli obiettivi prioritari di tale Unione:
  • le fonti rinnovabili
  • le interconnessioni
  • la sicurezza dell'approvvigionamento
  • la trasparenza della legislazione e degli accordi
  • la decarbonizzazione.

Nello specifico il progetto, suscettibile di produrre risparmi  per 40 miliardi di euro annui per i cittadini europei, prevede: (a) una clausola di solidarietà per ridurre la dipendenza dei Paesi membri dell'Ue da singoli fornitori, potendo fare pieno affidamento sugli Stati vicini in caso di perturbazioni dell'approvvigionamento energetico, con l'impegno che gli accordi con i Paesi terzi per acquistare energia dovranno essere caratterizzati da maggiore trasparenza; (b) flussi di energia equiparati ad una quinta libertà; ciò significa che - oltre alle quattro libertà fondamentali del mercato unico (libertà di circolazione dei capitali, delle merci, dei servizi e delle persone) - anche l'energia acquisisce questo status con una piena integrazione dei mercati; (c) l'efficienza energetica al primo posto anche come mezzo per contenere la domanda di energia; (d)  transizione verso una società a basse emissioni di Co2;
La strategia mira a rendere l'Ue leader mondiale nel settore delle energie rinnovabili e a sviluppare ricerca, innovazione e competitività. Con questa iniziativa, secondo Junker, l'Europa si muove unita, in una prospettiva di lungo termine.

Le Conclusioni del Consiglio europeo (19 e 20 marzo 2015) - Il Vertice ha sottolineato la necessità di rafforzare l’azione dell’Ue in materia, ma non ha però mancato di ricordare la sovranità degli Stati membri e il loro diritto di definire autonomamente i mix energetici nazionali.

Nelle loro conclusioni, i capi di Stato e governo dei 28 Stati Ue hanno sostanzialmente avallato quanto proposto dalla Commissione europea nella sua Comunicazione sull’Unione energetica presentata il 25 febbraio dal vicepresidente della Commissione europea Maroš Šefčovič.

Hanno ribadito l'importanza delle cinque dimensioni dell'Unione dell'energia:
  • sicurezza energetica solidarietà e fiducia
  • piena integrazione del mercato europeo dell'energia
  • efficienza energetica per contenere la domanda
  • de-carbonizzazione dell'economia
  • ricerca, innovazione e competitività.

E - dopo aver sottolineato che tutte le dimensioni “sono strettamente interrelate e si rafforzano reciprocamente” -  hanno posto l'accento, in particolare, su:

  • le infrastrutture per l'energia elettrica e il gas (ivi incluso interconnessioni con le regioni periferiche).Il protrarsi della crisi ucraina e l’incerto destino degli approvvigionamenti di gas russo hanno pesato sulle scelte del vertice: non  caso le interconnessioni sono al primo posto
  • il rafforzamento dei meccanismi di mercato attraverso la completa implementazione e la rigorosa applicazione della legislazione europea in materia energetica, e nel contempo maggiore cooperazione regionale
  • la sicurezza dell'approvvigionamento (reti solide, efficienza energetica, tecnologie a basse emissioni di CO2.. ..)
  • la trasparenza degli accordi di acquisto di gas da fornitori esterni. Tali misure (c’è chi legge qui Gazprom) - ha sottolineato lo stesso Tusk - potranno prevenire pratiche di abuso di posizione dominante contrarie al diritto europeo da parte di fornitori esterni, rafforzando concretamente la sicurezza energetica dell’Ue.
  • il rispetto delle norme OMC e Ue in materia di concorrenza
  • il riesame della normativa sulla riduzione delle emissioni, l'efficienza energetica e le energie rinnovabili
  • tecnologia e strategia d'innovazione per energia e clima (nuove generazioni di rinnovabili, stoccaggio energia elettrica, cattura e stoccaggio del carbonio, efficienza energetica abitativa, trasporti sostenibili ecc.)
  • partenariati strategici con Paesi produttori e di transito
  • diplomazia europea del clima attiva in vista della COP 21 che si terrà a Parigi, per una solida e coerente legislazione in materia di emissioni, efficienza e rinnovabili sulla base degli obiettivi fissati al 2030.

Poco o nulla di fatto, invece, per gli acquisti collettivi di gas, uno dei principali cavalli di battaglia dell’ex premier polacco.

L’idea di un acquirente europeo per ora non decolla. Si prospetta, invece, la creazione di meccanismi volontari che permettano agli Stati membri di aggregare la propria domanda al fine rafforzare il potere negoziale nei confronti dei fornitori pur rispettando le regole europee della concorrenza.

Nelle Conclusioni, emerge una preoccupazione per la sicurezza degli approvvigionamenti, ma  non è leggibile nessun forte riferimento alla competitività del sistema e alla riduzione del costo dell’energia in Europa.
Un accento è posto sul contributo delle cooperazioni regionali; e la necessità di elaborare un modello decisamente più flessibile ed efficiente di quello attuale che, da un lato rispetti le regole europee in materia di aiuti di stato, e d'altro lato non vada a incidere sulla libertà degli stati membri di definire in autonomia il loro mix energetico.

I capi di Stato e governo dei 28 Stati Ue  sottolineano anche  l’importanza della dimensione tecnologica dell’Unione energetica (elemento di assoluta novità inserito tra le priorità d’azione nel documento redatto dalla Commissione Juncker)  e la necessità di una “diplomazia per il clima attiva” necessaria  per consolidare  l’Unione, in un ruolo di guida globale nella lotta ai cambiamenti climatici.

Relazioni esterne - La revisione in corso della Politica di vicinato dovrebbe garantire un impegno approfondito dell'Ue con i partner orientali e meridionali. Riferendosi al vertice del Partenariato orientale a Riga,  il vertice ribadisce il sostegno Ue al Partenariato orientale. Circa l'Ucraina, tutte le parti sono invitate a dare rapida attuazione agli accordi di Minsk. Circa La Libia – dopo aver invitato   le parti a giungere a un accordo su un governo di unità nazionale - è ribadito “che l'UE potenzierà la sua collaborazione con i partner pertinenti per contrastare il terrorismo nella regione”.

Conclusioni del Consiglio europeo, 19 e 20 marzo 2015




Allegati:
 Consiglio_europeo_30.03.2015.pdf
 Conclusioni_Cons_Eu_19-20.03.2015.pdf
Classificazione:
[Politiche europee] 


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