Immigrazione: Cgil, Agenda non affronta con energia necessaria fenomeno e drammatici effetti

13/05/2015 » Cgil, costruire politica comune basata su valori di civiltà e umanità

“La proposta di Agenda europea sulla migrazione presentata oggi dalla Commissione Europea, pur avendo il merito di riportare il tema al centro dell'attenzione non mostra la volontà sufficiente per affrontare con l'energia necessaria il fenomeno delle migrazioni e i suoi drammatici effetti, principalmente nell'area sud del Mediterraneo, e non supera l'approccio culturale sbagliato e le tendenze all'egoismo nazionale e alla mancanza di solidarietà che sino a questo momento l'Europa ha mostrato”. E’ quanto affermano in una nota, Vera Lamonica, segretaria confederale della Cgil, e Fausto Durante, coordinatore dell'Area politiche europee e internazionali della Cgil.

“La scelta di continuare con le operazioni Triton e Poseidon - prosegue la nota - , non ritornando allo spirito di Mare Nostrum e alla necessità di salvare le vite in mare, conferma un’attenzione del tutto insufficiente rispetto alla vera e propria emergenza umanitaria determinata dal traffico di vite umane e dai sempre più frequenti naufragi di imbarcazioni e dalla conseguente morte di migliaia e migliaia di migranti. Le imbarcazioni vanno portate in sicurezza, non bombardate. E gli esseri umani vanno protetti e salvati, in mare come nei Paesi di origine e di transito”.

“La stessa proposta di un meccanismo temporaneo di distribuzione di migranti bisognosi di protezione internazionale - aggiungono Lamonica e Durante - appare largamente al di sotto dei bisogni effettivi, sia per la previsione di numeri limitati sia per la possibilità per gli Stati membri di sottrarsi a tale compito attraverso la scelta dell'opt-out, non essendo previsti obblighi vincolanti”.

“Tra le poche note positive dell'Agenda - sottolinea la nota - va segnalata la possibilità di procedere alla revisione del Regolamento di Dublino sul sistema di asilo, che la Cgil e il sindacato europeo reclamano da tempo”.

“Siamo, in sostanza, - concludono i due dirigenti sindacali - lontani da quell'impegno e da quella assunzione di responsabilità che la drammatica situazione legata all'emergenza immigrazione richiede all'Unione europea. Un’emergenza sulla quale continueremo a batterci, in Italia e in Europa, per garantire a chi fugge da miseria, fame, guerra, il diritto a un’accoglienza caratterizzata da umanità e rispetto”.


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