Disabilità: Cgil, in Europa si discute di inclusione, Italia non partecipa

20/05/2015

“E' imbarazzante che in una discussione europea a favore delle politiche di reinserimento delle persone con disabilità non ci sia un europeodeputato italiano”. Così Nina Daita, responsabile delle politiche per la disabilità della Cgil nazionale, commenta la dichiarazione scritta del parlamento europeo sulla promozione della deistituzionalizzazione dei disabili nell'Ue.

“Mi rattrista, perché l'Italia fino a qualche anno fa era tra i pochi paesi a parlare di inclusione sociale - aggiunge la dirigente sindacale -  mentre oggi l'attenzione del governo su questi temi è davvero scarsa, anzi ci si focalizza solo sui tagli. Le risorse economiche utili alla formazione, all'assistenza, quindi alla vita autonoma dei disabili sono state ridotte pesantemente”.

“Nel nostro Paese - sottolinea Daita, citando alcuni dati dell'Isfol - sono oltre 700mila le persone disabili iscritte alle liste di collocamentoche avrebbero bisogno di adeguate politiche di reinserimento. Il governo Renzi - conclude Nina Daita - dovrebbe innanzitutto affrontare la questione dell'inclusione lavorativa, dei servizi, della dignità di queste persone”.


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