Dissesto idrogeologico, controllo Anac su 194 appalti in deroga al codice. Le opere appaltate ammontano a oltre 53,6 milioni di euro

08/06/2015

L'Autorità anticorruzione ha finora individuato una lista di 194 interventi attivati utilizzando le deroghe al codice appalti previste dal decreto Sblocca Italia concesse per interventi caratterizzati dall'estrema urgenza. I 194 appalti sommano un valore a base d'asta di oltre 53,6 milioni di euro, per un valore medio di circa 270mila euro. Gli appalti variano da un minimo di 2.379 euro a un massimo di 4,6 milioni di euro circa.

Controlli a campione, con criteri da definire
Su questa lista l'Autorità farà dei controlli a campione, per verificarne la correttezza della procedura, in base a criteri non ancora noti. «Nei prossimi giorni - spiega il comunicato dell'Anac - verranno stabiliti i criteri per l'individuazione del campione rappresentativo su cui effettuare la vigilanza prevista dall'articolo 9 della legge più volte citata», cioè il decreto legge Sblocca Italia.
«Le informazioni acquisite - prosegue la nota di Cantone - mostrano che circa il 60% degli appalti riguardano prevalentemente "lavori di restauro, lavori di difesa dalle piene, lavori di protezione delle sponde, lavori di riparazione, lavori di ristrutturazione, lavori stradali, e lavori di demolizione".

Segnalazioni imprecise da parte delle stazioni appaltanti
L'Autorità passa poi a bacchettare le stazioni appaltanti che, a quanto pare, non hanno ben capito quali lavori segnalare, con il risultato di aver sommerso l'Authority di dati inutilmente sovrabbondanti. «Vi è tuttavia da evidenziare - scrive infatti Cantone - che l'Autorità, nell'esaminare i dati trasmessi, ha rilevato molteplici difformità tra le informazioni comunicate dalle stazioni appaltanti e quanto disposto con il comunicato citato». Quest'ultimo riferimento è al comunicato Anac del 5 febbraio scorso con le istruzioni per la segnalazione degli interventi. «Infatti - prosegue la nota - su complessivi 539 appalti segnalati dalle amministrazioni, ben 245, riguardando acquisti di beni e servizi, sono stati erroneamente segnalati tra gli interventi di "estrema urgenza" cui fa riferimento il Dl 133/2014 per l'affidamento di talune specifiche tipologie di lavori. Inoltre, 100 lavori sono stati espunti in quanto dalla lettura dell'oggetto non sembrano che gli stessi rientrino tra quelli di cui all'art. 9 del dl 133/2014».

«Si richiamano, pertanto, tutte le stazioni appaltanti - aggiunge la nota - a porre particolare attenzione alla fase di trasmissione delle informazioni, in considerazione della fondamentale rilevanza della banca dati ai fini del corretto svolgimento da parte dell'Autorità sia dell'attività di vigilanza sia dell'attività di vigilanza collaborativa preventiva». E poi il tocco finale: «Si rammenta, inoltre, che i soggetti tenuti all'invio dei dati all'Autorità, nel caso omettano, senza giustificato motivo, di fornire i dati richiesti sono sottoposti, ai sensi di quanto previsto dall'art.7, comma 8,lettera b) del Codice dei contratti pubblici, alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma fino ad euro 25.822, elevata fino ad euro 51.545 nell'ipotesi di invio di dati non veritieri».


Allegati:
 Appalti_Infrastrutture_Dissesto_Idrogeologico_Doc.Anac_4.06.15.pdf
Classificazione:
[Infrastrutture] 


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