Beni confiscati: Cgil, governo e Parlamento intervengano

11/06/2015

"Il lavoro dell'Agenzia per i beni sequestrati e confiscati rende ancor più evidenti le lacune di Governo e Parlamento e l'urgenza di una riforma per potenziare e migliorare gli strumenti che permettono i sequestri". Così Gianna Fracassi, segretaria confederale della Cgil, commenta i risultati conseguiti dall'Agenzia nazionale, circa 600 nuove destinazioni di beni immobili e mobili sottratti alla criminalità organizzata, e lancia l'allarme sulla necessità di un intervento da parte delle istituzioni.
 
"L'esecutivo e le Camere avviino il prima possibile una discussione", continua Fracassi. "Occorre rendere operative le misure previste per sostenere il riutilizzo di un importante patrimonio produttivo, a rischio abbandono e fallimento, e salvare le centinaia di posti di lavoro ad esso collegati". "Grazie alle varie proposte di riforma dell'Agenzia depositate - sottolinea la dirigente sindacale - è possibile legiferare rapidamente".

Fracassi ricorda che "sono passati oltre due anni dalla consegna alla Camera dei deputati della proposta di legge di iniziativa popolare promossa dal comitato 'Io Riattivo il Lavoro'", costituito dalla Cgil insieme ad un vasto fronte di associazioni come Anm, Libera, Arci, Acli, LegaCoop, Avviso Pubblico, Centro Studi Pio La Torre e SoS Impresa. "L'obiettivo del disegno di legge per il quale sono state raccolte 120 mila firme - prosegue la segretaria confederale - è favorire l'emersione alla legalità delle aziende confiscate alla criminalità organizzata, semplificando le procedure per la loro gestione e destinazione e tutelando lavoratori e lavoratrici"."Obiettivo che resta di primaria importanza - conclude Fracassi - e che chiediamo venga perseguito dallo Stato".


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