I rifugiati (migrazioni forzate) nel mondo: foto del Global Trend

18/06/2015

Le migrazioni forzate su scala mondiale provocate da guerre, conflitti e persecuzioni hanno raggiunto i massimi livelli registrati sinora, e i numeri sono in rapida accelerazione. L’accelerazione principale è iniziata nei primi mesi del 2011, quando è scoppiata la guerra in Siria, diventata la principale causa internazionale di migrazione forzata.  È quanto emerge dal Rapporto annuale dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati - intitolato Global trends - pubblicato il 18 giugno 2015, alla vigilia della giornata mondiale del rifugiato (20 giugno) in cui sono previste numerose manifestazioni di CGIL-CISL-UIL e associazionismo nazionale e internazionale.

L’indagine parla di 59,5 milioni di migranti forzati alla fine del 2014, rispetto ai 51,2 milioni di un anno prima e ai 37,5 milioni di dieci anni fa (se i 59,5 migranti forzati componessero una nazione, sarebbe la ventiquattresima al mondo per numero di abitanti).

Oggi una persona ogni 122 è un rifugiato, uno sfollato interno o un richiedente asilo. A livello mondiale, la metà dei rifugiati sono bambini.

Stando al rapporto, il numero di rifugiati e sfollati interni è in aumento in tutte le regioni del mondo (Africa, Medio Oriente, Europa, Asia). E sempre più i molteplici conflitti in corso inducono viaggi in mare, nel Mediterraneo, nel Golfo di Aden e nel Mar Rosso, oltre che nel sud est asiatico.


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