Pensioni: Cgil, superare discriminazioni e disuguaglianze tra uomini e donne

08/07/2015

Le disuguaglianze tra uomini e donne generano disparità sempre più consistente su molti e diversi livelli, come confermano i dati odierni del rapporto annuale Inps 2014 sulle pensioni delle donne (concentrate nelle classi di importo più basso, con una progressiva riduzione del loro peso al crescere dell'assegno: 3 pensioni su 4 sotto i 500 euro, mentre solo 1 pensionato su 4 è donna oltre i 3000 euro). Così Loredana Taddei, responsabile politiche di genere Cgil Nazionale.

Le donne più degli uomini - sottolinea Taddei - sono relegate nello svolgimento di lavori con contratti precari e con part-time spesso involontari, con retribuzioni conseguentemente ridotte. Se a questo si aggiunge la discontinuità lavorativa, a causa della difficile conciliazione tra lavoro e famiglia e le forti discriminazioni esistenti nel mercato del lavoro, sempre meno accessibile alle donne, si spiegano i riflessi negativi anche nell'età pensionabile”.

“Per realizzare un'effettiva uguaglianza in termini di opportunità e di trattamenti economici - conclude Taddei - è necessario un intervento concreto del governo, con atti e politiche che contrastino le disuguaglianze nel corso dell'intera vita lavorativa delle donne: dall'ingresso nel mercato del lavoro fino alla pensione”.


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