Commento al d.lgs. n. 81/2015 su forme contrattuali e mansioni

09/07/2015 Il d.lgs. 15 giugno 2015, n. 81, recante “Disciplina organica dei contratti di lavoro e revisione della normativa in tema di mansioni”, contiene una sorta di disciplina riepilogativa dei tipi contrattuali diversi dal lavoro subordinato a tempo indeterminato.

Il d.lgs. 15 giugno 2015, n. 81, recante “Disciplina organica dei contratti di lavoro e revisione della normativa in tema di mansioni”, contiene una sorta di disciplina riepilogativa dei tipi contrattuali diversi dal lavoro subordinato a tempo indeterminato. Ciò avviene a solo un anno di distanza dal c.d. decreto “Poletti”, che aveva reso totalmente “acausali” i contratti a termine diretti e “indiretti” (ossia quelli di lavoro somministrato) nonché riformato l’apprendistato. Secondo il Governo, questo decreto costituirebbe il "contrappeso" per riequilibrare la facilitazione dei licenziamenti nell’ambito dei contratti “a tutele crescenti” per i nuovi assunti dal 7 marzo 2015 (d.lgs. 23/15). Un disboscamento della marea di contratti precari solamente a parole, perchè da un esame approfondito del d.lgs. 81/15 si evince il contrario, facendo nascere il fondato dubbio che il tasso di precarietà sia invece aumentato, con il sostanziale rilancio delle collaborazioni coordinate e continuative “senza progetto”. L'art. 1 del d.lgs. 81/15, in cui si legge che “il contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato costituisce la forma comune di rapporto di lavoro”, appare quindi mistificante considerato l'evidente mantenimento/implementazione delle forme di lavoro flessibile.

Pubblichiamo una nostra nota di commento critico al riguardo.


Allegati:
 Commento_Uff.giuridico_d.lgs.81-2015_1.pdf
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