Povertà: Cgil, troppo alta, subito Piano nazionale di contrasto

15/07/2015 Lamonica: "Il governo non gioisca ma intervenga" » Povertà: Cgil a governo, discutiamo concretamente di risorse e strumenti per contrastarla

"Sulla povertà la notizia è che in Italia rimane una fascia molto estesa di persone in grande sofferenza, maggiormente concentrate nel Mezzogiorno e di cui oltre un milione sono minori. L'indice si stabilizza ma, comunque, i numeri dicono che i poveri sono il doppio di quanti erano all'inizio della crisi: il governo non gioisca ma intervenga". Così Vera Lamonica, segretaria confederale della Cgil, commenta i dati diffusi oggi dall'Istat.

"Sulla povertà assoluta, che riguarda famiglie e persone in grave deprivazione materiale - continua Lamonica - è urgente e necessario intervenire con una misura di sostegno al reddito e di rilancio dei servizi sociali sui diversi aspetti della condizione che bisogna affrontare: istruzione, casa, salute, formazione, lavoro". Per la dirigente sindacale "le sperimentazioni in atto, come social card e SIA, non hanno sortito alcun effetto, sono frammentarie e di piccola entità e quindi inefficaci". "Peraltro - sottolinea - il loro allargamento alle regioni del Mezzogiorno, deciso nel 2013, non è ancora partito, e non un euro è stato speso".

La segretaria confederale si rivolge poi all'esecutivo: "Chiediamo al governo un vero Piano Nazionale che si ponga l'obiettivo del superamento della povertà assoluta, che sia effettivamente universale ed implementato anche con un rilancio delle politiche sociali di cui c'è straordinaria necessità". "La povertà relativa, effetto di un processo di impoverimento e di svalutazione del lavoro, va fronteggiata - spiega - con scelte di politica economica che invertano tale tendenza: occorre affrontare con politiche di investimento il tema della creazione di lavoro e dare risposte vere alla disoccupazione di massa e alla precarietà".

"C'è poco da gioire: una realtà sociale con questi numeri del disagio, oltre 4 milioni di poveri assoluti e quasi 8 milioni in povertà relativa, non si può affrontare con nuove dosi della stessa medicina che l'ha provocata. È necessario - conclude Lamonica - riportare al centro il lavoro e la sua tutela, e rafforzare il welfare".


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