UE: il primo luglio 2015 è iniziata la presidenza lussemburghese

20/07/2015

A partire dal Trattato di Lisbona (1989), gli Stati membri che esercitano la Presidenza semestrale del Consiglio dell’UE, collaborano a gruppi di tre, chiamati “Trio”. Dopo Italia e Lettonia, è ora il turno del Lussemburgo, la cui presidenza finirà nel dicembre 2915 (seguirà poi il trio di presidenze, formato da Paesi Bassi, Slovacchia e Malta). La nuova presidenza lussemburghese dovrà affrontare una serie di questioni molto urgenti tra cui la crisi del debito greco, la rinegoziazione delle condizioni di adesione della Gran Bretagna all'Ue, i flussi migratori nel Mediterraneo e la preparazione della conferenza sul cambiamento climatico di Parigi.

Il suo programma indica sette obiettivi principali:

  • stimolare gli investimenti a vantaggio della crescita e dell’occupazione
  • acccrescere la dimensione sociale dell’UE
  • gestire il fenomeno dell’immigrazione, tenendo conto degli aspetti di libertà, giustizia e sicurezza
  • rilanciare il mercato unico, concentrandosi sulla sua dimensione digitale
  • porre la competitività europea in un contesto globale e trasparente
  • promuovere lo sviluppo sostenibile
  • rafforzare la presenza dell’UE sulla scena mondiale.
Una delle principali sfide individuate dal Lussemburgo è quella di "mettere i cittadini al cuore del progetto europeo" ponendo una particolare attenzione a che l'interesse reale dei cittadini sia tenuto in considerazione in tutte le politiche UE; e un altro obiettivo mira a sostenere le imprese, e a cooperare con partner ed istituzioni per agire nell'interesse europeo. Ci si riuscirà? Viene spontaneo questo questo quesito, alla luce delle ultime vicende relative al caso Grecia.

Sembrerebbe che l’Agenda della presidenza del Lussemburgo sia in linea con il piano a lungo termine della Commissione Junker. Muovendosi di pari passo, insieme, potrebbero accelerare il processo di cambiamento ( economico, digitale, energetico ecc.) europeo.

La presidenza lussemburghese vuole mantenere la Grecia nella zona euro e il Regno Unito all’interno dell’Unione europea”. E si ripropone di “fare progressi sugli attuali avvenimenti politici interni dell’UE, oltre a quelli esterni”. Il focus sarà su argomenti dove “c’è un’urgenza, spesso umanitaria e dove la vita delle persone è perennemente in gioco“.

All’interno del programma, si trovano come primi obiettivi lo sblocco degli investimenti a favore della crescita e dell’occupazione, con l’attuazione del Fondo europeo per gli investimenti strategici, e l’approfondimento della dimensione sociale europea, con enfasi sull’investimento sociale e in particolare sull’investimento nelle risorse umane. In quest’ambito si presterà attenzione alla questione femminile, all’aumento del relativo tasso di occupazione e alla sanità pubblica, mettendo al centro il paziente e l’innovazione con il fine di un accesso rapido a dispositivi medici sicuri e di qualità, di una medicina personalizzata e di una migliore presa in carico della demenza. Sarà inoltre discusso come migliorare l’integrità dello sport e come affrontare sfide come il doping e il match fixing.

L’attività della Presidenza si rivolgerà poi ai settori dell’istruzione e della gioventù.

Sarà poi affrontato il tema della migrazione e dell’equilibrio tra libertà, giustizia e sicurezza. In ambito giuridico, si perseguirà la riforma della Corte di giustizia dell’Unione europea, oltre che della normativa in materia di protezione dei dati personali.

Per quanto riguarda il mercato unico, la chiave di volta sarà il digitale. Il pacchetto mercato interno dei beni e dei servizi sarà esaminato e i diritti di proprietà intellettuale saranno attualizzati.
Assicurano che il principio Think small first (“pensare innanzitutto in piccolo”) sarà sistematicamente applicato e che lo Small Business Act sarà rivisto in via prioritaria

In ambito fiscale,
per far rientrare la competitività europea in un contesto globale e trasparente, il Lussemburgo intende lottare contro la frode e l’evasione fiscale a livello mondiale, stabilire delle norme eque, e far avanzare la Direttiva sulla base imponibile comune. Proprio il Lussemburgo (nel mirino dell’antitrust UE per aver concesso trattamenti fiscali favorevoli a questo tipo di società ) si ripropone, quindi, nel suo semestre di presidenza Ue, di affrontare la questione dell’armonizzazione del fisco per le imprese, e permettere che le nuove norme UE sulla trasparenza fiscale e lo scambio di informazioni siano operative dall’inizio del 2016…

Circa la ricerca e lo sviluppo - attori cruciali di miglioramento della competitività europea e di creazione di posti di lavoro - la presidenza lussemburghese concentrerà i suoi sforzi sulla definizione del contenuto e dei mezzi di attuazione del Quinto programma quadro. La cooperazione internazionale sarà in testa ai punti all'ordine del giorno del Consiglio di novembre.

Circa il Partenariato Transatlantico per il Commercio e gli Investimenti (TTIP), sul controverso ISDS (meccanismo di arbitrato tra investitori e Stato) – con la relazione Bernd Lange - il Parlamento europeo ha trovato una formula per cui “il sistema ISDS sarà rimpiazzato da un nuovo sistema per risolvere le dispute tra investitori e Stato che sia soggetto ai principi democratici” e che assicuri “che potenziali casi siano trattati in maniera trasparente in udienze pubbliche da giudici professionisti e indipendenti”, un sistema che includa “un meccanismo di appello in cui sia assicurata la consistenza delle decisioni giuridiche, sia rispettata la giurisdizione delle Corti UE e di quelle degli Stati membri e dove gli interessi privati non possano minare gli obiettivi delle politiche pubbliche”.

Crescono le possibilità di uno sblocco della situazione. Tuttavia, la Presidenza lussemburghese deve fare i conti con gli attivisti della Campagna Stop-TTIP, per i quali il compromesso raggiunto resta totalmente inaccettabile, perché si tratta di un testo fumoso e per nulla chiaro, che lascia aperte molte possibilità, cambiando la struttura, ma non la sostanza. Gli attivisti della campagna Stop-TTIP continuano ad insistere sul pericolo che si nasconde dietro all’accordo in termini soprattutto di acquisizione di potere da parte delle multinazionali. Da parte sua, il Commissario all’Agricoltura Phil Hogan ha dichiarato che la Commissione farà di tutto per proteggere le Indicazioni Geografiche Tipiche nell’ambito del Trattato di libero scambio con gli Stati Uniti.

Il semestre lussemburghese dovrà, inoltre, affrontare la preparazione della Conferenza delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico di Parigi (COP21), dove i negoziati internazionali dovrebbero portare all’adozione di un nuovo ambizioso e vincolante Trattato con partecipazione globale, per mantenere il riscaldamento globale al di sotto di due gradi; obiettivo – questo - da raggiungere anche attraverso il Vertice speciale sullo sviluppo sostenibile che si terrà nel mese di settembre a New York.

Né va dimenticata - a livello di negoziati multilaterali - la conclusione dell’Accordo multilaterale sui beni ambientali (Environmental Goods Agreement) nel quadro dell’Organizzazione Mondiale del Commercio: si tratta, sostanzialmente, di liberalizzare gli scambi di prodotti verdi nella composizione di pannelli solari, turbine eoliche o prodotti dedicati al trattamento di acqua e aria, nella gestione dei rifiuti, e nella lotta contro l’inquinamento acustico.

Un lungo capitolo del programma della nuova Presidenza è dedicato, sia al Mercato Unico dell’Energia – che il Lussemburgo spera di spingere verso un sistema a basse emissioni di CO2 anche attraverso la riforma dell’Emission Trading Scheme (ETS) - sia alla promozione di un “sviluppo sostenibile”, per cui si leggono accenni alla conservazione della biodiversità, agli incentivi alla raccolta differenziata, all’agricoltura, alla pesca e alla produzione biologica.

In effetti, la Presidenza lussemburghese punta all’agricoltura - e pesca - sostenibile. Tra l'altro, prevede l'avvio di negoziati con il Parlamento europeo in materia di agricoltura biologica; l'inizio del lavoro sulla revisione della procedura di autorizzazione per gli OGM; attività sugli sviluppi del mercato (tra cui il divieto di importazioni di prodotti agricoli da parte della Russia e la scadenza delle quote latte) con attenzione agli effetti sugli agricoltori; la definizione di norme zootecniche e genealogiche, per gli scambi e le importazioni da paesi terzi di animali da allevamento, e dei loro prodotti riproduttivi; misure per i medicinali di uso veterinario (con una particolare attenzione alla lotta contro la resistenza antimicrobica), ecc.. Nei negoziati concernenti il Piano di gestione pluriennale per la pesca del Mar Baltico al fine di garantire la gestione sostenibile della pesca in questa regione, saranno attuate semplificazione e equilibrio delle competenze istituzionali. Inoltre, è prevista la continuazione dell’attività di allineamento delle diverse normative esistenti con il trattato di Lisbona, con particolare attenzione alla pesca illegale e non regolamentata e la rigenerazione degli stock di anguilla europea.


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