Seveso III: novità sul controllo dei rischi dovuti a sostanze pericolose

05/08/2015 La nuova normativa “Seveso III”, introdotta dal dlgs 26 giugno 2015 n. 105, prevede l’allargamento delle sostanze pericolose che obbligano gli stabilimenti all’adozione di peculiari misure di prevenzione degli incidenti industriali, oltre ad importanti modifiche sui relativi protocolli di sicurezza e sulla tempistica delle ispezioni esterne.

La nuova normativa “Seveso III”, introdotta dal dlgs 26 giugno 2015 n. 105, prevede l’allargamento delle sostanze pericolose che obbligano gli stabilimenti all’adozione di peculiari misure di prevenzione degli incidenti industriali, oltre ad importanti modifiche sui relativi protocolli di sicurezza e sulla tempistica delle ispezioni esterne. Altre importanti novità, rispetto all’uscente disciplina ex dlgs 334/1999, riguardano la secca esclusione dagli stringenti obblighi per stabilimenti con esigue quantità di sostanze rischiose, la semplificazione degli adempimenti burocratici ed un parziale alleggerimento del regime sanzionatorio, che in caso di omessa comunicazione o il mancato aggiornamento di alcuni atti preventivi prevede l'alternativa dell'ammenda (fino a 120 mila euro) in luogo della pena dell'arresto. Il provvedimento (adottato in attuazione della direttiva 2012/18/UE e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 14 luglio 2015 n. 161) è entrato in vigore il 29 luglio scorso.

Per quel che riguarda la tipologia di stabilimenti obbligati dalla nuova normativa, sono tutti gli stabilimenti in cui sono presenti le sostanze pericolose elencate dall'Allegato I al nuovo dlgs 105/2015 in quantità pari o superiore alle soglie dallo stesso stabilite. La neo-elencazione (basata sul regolamento Ce n.1272/2008) contempla rispetto alla pregressa nuove sostanze ed ha un’architettura flessibile, essendone ammessa la rivisitazione da parte della commissione UE per espungere elementi rivelatisi di fatto ininfluenti sul rischio di incidenti rilevanti. Sono invece esclusi dagli adempimenti (articolo 2 del dlgs 105/2015), diverse classi di impianto ed attività che vanno dallo stoccaggio di gas in siti sotterranei offshore, agli stabilimenti che non raggiungono le soglie quantitative di sostanze indicate (cd “sotto soglia”).

Articolato il calendario per l'adeguamento degli stabilimenti alle nuove disposizioni espresso dall'articolo 3 del dlgs 105/2015  su tre tipologie di installazioni e ruotante intorno alla data del 1° giugno 2015, ossia: stabilimenti nuovi, preesistenti ed altri,  quelli che dal 1° giugno 2015 sono soggetti alla direttiva 2012/18/UE per motivi diversi da quelli che individuano i nuovi stabilimenti.  Nella tabella seguente vengono riassunte le tempistiche per tipologia di azione e stabilimento.

                                          Tempistica di adeguamento:

Tipologia di Stabilimenti

                                                    Azione

Notifica

Documento politica prevenzione

Rapporto sicurezza

Piano emergenza interno

Deroghe

Nuovi

Entro 180 gg dalla prima costruzione o 60gg prima di modifiche inventario sostanze

Redazione e deposito 180gg prima inizio attività o modifiche inventario; attuazione contestuale ad inizio attività

Comunicazione preliminare a costruzione impianti, definitiva prima dell’inizio dell’attività

Prima dell’inizio attività o modifiche inventario sostanze

Esonero per gli stabilimenti che prima del 1 giugno 2015 hanno adempiuto all’ex dlgs 334/1999 e soddisfano già i nuovi requisiti

Preesistenti

Entro un anno dalla applicabilità direttiva 2012/18/UE

Entro 1 anno dall’applicabilità della direttiva

Entro 1 giugno 2016

Entro 1 giugno 2016

Altri

Entro un anno dalla applicabilità della direttiva 2012/18/UE

Entro 1 anno dall’applicabilità della direttiva

Entro 2 anni dall’applicabilità della direttiva

Entro 1 anno dalla

applicabilità della direttiva


Le novità tracciano una nuova mappa degli obblighi specifici, essi sono quantitativamente ripartiti in base a riformulati descrittori di “pericolosità” delle installazioni, laddove l'articolo 3 del dlgs 105/2015 distingue tra: stabilimenti “di soglia inferiore” (corrispondenti a quelli di più basso rischio ex dlgs 334/1999, e tenuti ad adempimenti analoghi a quelli previsti dagli articoli 6 e 7 dello stesso uscente decreto, ossia notifica alle autorità pubbliche delle informazioni su impianti e sostanze pericolose detenute, redazione, conservazione e comunicazione del documento di politica di prevenzione); stabilimenti “di soglia superiore” (corrispondenti a quelli a più alto rischio, in relazione ai quali, pedissequamente agli articoli 8 e 11 del dlgs 334/1999, sono previsti anche gli oneri relativi a rapporto di sicurezza e piano emergenza interno).

Nello specifico, oggetto della “notifica” dovranno essere tutti i dati su quantità e stato fisico delle sostanze pericolose detenute, la sua comunicazione dovrà essere effettuata tramite il nuovo “modello unificato” allegato al decreto, inviato a mezzo posta elettronica certificata. Redazione, conservazione e comunicazione alle autorità del “documento di politica di prevenzione” (cd. PPIR) dovranno invece avvenire, rispettivamente, secondo le rinnovate linee guida e tempistiche. Inoltre, nel “rapporto di sicurezza” da inviare alla P. A. andranno indicate ulteriori informazioni sulle misure complementari necessarie.

Infine, viene rinnovato dall'articolo 27 del dlgs 105/2015 il sistema delle ispezioni, che prevede tre tipologie: ordinaria, supplementare e straordinaria. Nel primo caso, la cadenza è annuale per stabilimenti di soglia superiore e triennale per gli altri. Le ispezioni supplementari avverranno, invece, entro 6 mesi dalla rilevata non conformità degli impianti e quelle straordinarie scatteranno in casi di denunce, incidenti o violazioni delle prescrizioni.


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