Vertice sindacale sul clima del 14 e 15 settembre a Parigi

16/09/2015

Si è concluso ieri a Parigi il vertice sindacale sul clima organizzato dalla ITUC in vista della Conferenza sul clima delle Nazioni Unite – COP21 - che si svolgerà a Parigi dal 29 novembre al 12 dicembre prossimi.

Hanno partecipato ai lavori molte associazioni e movimenti impegnati nell'azione per il clima e che condividono la lotta del movimento sindacale per la giusta transizione e il lavoro dignitoso. Fra queste WWF, Greenpeace, Global climate jobs, TUED (trade union for energy democracy) e molte altre in rappresentanza di giovani e donne.

Il vertice sindacale sul clima ha approvato le tre richieste prioritarie da rivolgere ai governi per l'accordo di Parigi:

1 - aumentare l'ambizione e investire nel potenziale occupazionale dell'azione climatica
L'accordo di Parigi sul clima deve garantire che i governi facciano dei passi concreti per ridurre le emissioni prima e dopo il 2020, in linea con un contenimento dell'aumento della temperatura  di 2° C. L'accordo deve contenere anche un robusto meccanismo di revisione periodica per innalzare l'ambizione nel corso del tempo.

2 - finanza climatica e supporto ai paesi più vulnerabili
L'accordo sul clima di Parigi deve prevedere con chiarezza le modalità con cui i paesi sviluppati dovranno soddisfare il loro impegno a mobilitare 100 miliardi di dollari dal 2020 per garantire sufficienti risorse per l'adattamento. Dovrà anche individuare le modalità per aumentare questo impegno dopo il 2020.

3 – impegno per garantire la giusta transizione per i lavoratori e le loro comunità

L'accordo di Parigi sul clima, nella Sezione operativa, deve includere l'impegno per misure di "Giusta transizione". Ciò è essenziale per sostenere la sfida della trasformazione industriale in tutti i settori, in particolare creando nuovi lavori e mezzi di sussistenza per i lavoratori delle industrie ad alta intensità di emissioni.

Prima, durante e dopo la COP21 il movimento sindacale globale sarà impegnato nell'azione climatica con iniziative e progetti per sostenere le proprie rivendicazioni in tema di giustizia sociale e climatica, giusta transizione e lavoro dignitoso.

"La trasformazione industriale è fondamentale per realizzare un futuro a zero emissioni di carbonio. Sappiamo che ciò non può avvenire senza il dialogo con i lavoratori nei luoghi di lavoro e nei piani nazionali per le nostre economie e le industrie. Accettiamo le nostre responsabilità; sappiamo che non ci sono posti di lavoro su un pianeta morto", ha detto Sharan Burrow, Segretaria Generale della ITUC.

Il Ministro degli Esteri francese Laurent Fabius, prossimo Presidente della COP21, presente al vertice, ha ascoltato le priorità del movimento sindacale e ha esposto lo stato di avanzamento dei lavori preparatori a 80 giorni dall'inizio dei negoziati sul clima di Parigi. Il quadro che ha delineato è preoccupante: alcuni paesi non condividono la necessità di un accordo vincolante, solo 56 paesi su 196 hanno espresso i propri impegni in termini di riduzione delle emissioni per i prossimi anni, siamo ancora lontani dal rispetto degli impegni finanziari assunti a Copenaghen per il finanziamento tecnologico ai paesi poveri da parte dei paesi ricchi e, nel testo  elaborato dai co-presidenti, non c'è  alcun riferimento alla giusta transizione e al lavoro dignitoso. Il Ministro ha anche prospettato la possibilità che si giunga a un accordo per il contenimento dell'aumento della temperatura di 3°, con l'idea di aggiustare la traiettoria nei prossimi anni.    

Un accordo ambizioso e vincolante a Parigi è il presupposto necessario per il contrasto alle catastrofi naturali, alla povertà, alla fame e alla scarsità di acqua, alle migrazioni climatiche e alle guerre che ne conseguono, per la giustizia sociale, la piena occupazione e il lavoro dignitoso. Per questo il movimento sindacale è impegnato a mobilitare i lavoratori, con un'ampia partecipazione alle manifestazioni climatiche globali, che si svolgeranno in tante città del pianeta nei giorni 28 e 29 novembre. Per inviare un messaggio forte ai leader del mondo che parteciperanno alla conferenza di Parigi: il cambiamento climatico sta accadendo ora e la gente si aspetta un accordo ambizioso e vincolante che consenta di ridurre le emissioni e di contenere l'aumento della temperatura globale a 2°, o se possibile anche meno.


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