Sindacato: dal 29 settembre al 2 ottobre XIII congresso Ces a Parigi

25/09/2015 Camusso intervenuta al dibattito di martedì 'Occupazione giovanile e garanzia giovani'

Si svolgerà dal 29 settembre al 2 ottobre a Parigi, presso la Maison de Mutualité (Rue Saint-Victor, 24), il XIII congresso della Confederazione europea dei sindacati (Ces), che raggruppa 90 organizzazioni sindacali nazionali di 39 paesi europei, e 10 federazioni sindacali di settore. Il congresso, che avrà come slogan 'Mobilitazione solidale per i lavori di qualità, diritti dei lavoratori e una società equa in Europa', segue quello tenutosi ad Atene nel 2011.

La platea congressuale, composta da circa 600 delegati tra sindacati nazionali e federazioni europee di categoria, verrà chiamata ad eleggere la nuova segreteria e i nuovi organismi, a partire dal segretario generale della Ces, il candidato italiano Luca Visentini, designato alla successione di Bernadette Ségol.

“Un 'rinnovamento' di leadership, ma non solo. Il congresso - dichiara Fausto Durante, responsabile delle politiche europee e internazionali Cgil Nazionale - sarà l'occasione per discutere di come avvicinare di più la Confederazione ai lavoratori europei, rilanciare il progetto europeo oggi in grave crisi e rafforzare il ruolo di soggetto effettivo della governance economica europea della Ces".

“Priorità dell'assise - prosegue Durante - saranno favorire il dialogo sociale e le relazioni industriali tra la Ces e la Commissione europea e tra le federazioni di categoria e le grandi multinazionali, rilanciare la proposta di un piano straordinario di investimenti per la crescita e l'occupazione e coinvolgere a pieno titolo il sindacato nelle scelte del semestre europeo. Infine - sottolinea il dirigente sindacale - il congresso lavorerà per proseguire nel percorso di costruzione di un quadro europeo dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori”. “Per questo, la Cgil propone con un suo emendamento al documento congressuale di avviare una discussione per definire un meccanismo salariale minimo di livello europeo, con lo scopo - conclude Durante - di combattere il dumping sociale e quindi le differenze di trattamento dei lavoratori di diverse nazionalità, avviando così un processo graduale di unificazione delle loro condizioni”.

Tutti temi toccati dal segretario generale della Cgil, Susanna Camusso intervenendo il 29 settembre alla tavolo rotonda 'Occupazione giovanile e garanzia giovani'. "Urge combattere il dumping sociale e quindi le differenze di trattamento dei lavoratori di diverse nazionalità nell'Unione europea, avviando un processo di graduale unificazione delle loro condizioni" ha esordito la leader della Cgil, che ha aggiunto: "Quando il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker dice 'a eguale lavoro eguale retribuzione io dico 'intanto cominciamo a non fare politiche di dumping in Europa". Per questo, la Cgil propone con un suo emendamento al documento congressuale di avviare una discussione per definire una soglia sociale minima al livello europeo.

Per la Camusso, il fenomeno del dumping sociale tra i Paesi del Vecchio Continente "allontanerà sempre di più l'integrazione europea". Il suo ragionamento è semplice: "Se il rapporto con un Paese, ad esempio come la Romania o la Bulgaria, viene segnato nella testa dei lavoratori col fatto che loro offrono prestazioni senza orari, senza contributi, è chiaro che lì tu hai creato una contrapposizione". Di qui, aggiunge, "bisogna ricostruire un diritto sociale minimo, una soglia di civiltà, che riguardi l'insieme dei Paesi". E ancora: "La prima norma per rompere il dumping è esattamente questo: stabilire un punto comune sotto al quale non si può scendere".

Per la Camusso l'altro grande cantiere riguarda il fisco. Oggi "ci vuole una politica fiscale europea. E questo è fondamentale anche per il lavoro", ha avvertito, aggiungendo: "Se si vuole ricostruire un clima di competizione e di concorrenza leale devi avere un sistema fiscale che tenda ad integrarsi e ad unificarsi". A Parigi, la leader della Cgil ha anche invitato l'Europa a "fare davvero un piano di investimenti e non solo una leva finanziaria" com'è attualmente il piano Juncker, a cui si dovranno aggiungere "regole comuni che ricostruiscano una solidarietà europea".

Tra le presenze confermate ci sono quelle del Presidente della Repubblica Francese, François Hollande, del Presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker, del Presidente del Parlamento Europeo, Martin Schultz, del Commissario Europeo per l'Occupazione e gli Affari Sociali, Marianne Thyssen, del direttore generale dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro Guy Ryder. Parteciperanno i segretari generali di Cisl e Uil Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo.

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