Audizione presso la Commissione parlamentare per la semplificazione - 21 ottobre 2015

21/10/2015 Indagine conoscitiva sulle semplificazioni possibili nel superamento delle emergenze

L'Italia è gravata da numerose emergenze. Non si tratta, a nostro avviso, solo di emergenze legate a calamità naturali, spesso si tratta di emergenze legate a scelte politiche, gravi inadempienze e all'assoluta mancanza di pianificazione degli interventi di prevenzione.
La gestione successiva agli eventi calamitosi è inoltre spesso aggravata da vincoli e oneri amministrativi complessi e da ordinanze poco chiare. Sulla gestione delle risorse legate all'emergenza intervengono, a vario titolo, numerosi enti, dalla Presidenza del Consiglio, ai Ministri dell'Ambiente, dei Trasporti e dell'Economia, la Protezione Civile, le Regioni, le Province e i Comuni, le comunità montane, le autorità di distretto e i consorzi di Bonifica. Questa sovrapposizione dei ruoli dei vari enti sulla stessa materia, spesso rende inefficaci le misure adottate e impedisce l'effettiva spesa delle risorse. Sarebbe necessaria una riforma per ridefinire i ruoli degli enti, evitando sovrapposizioni, che mantenga attiva la partecipazione delle comunità sulle scelte politiche, che riduca i tempi delle procedure e che consenta l'erogazione in tempi certi delle risorse, evitando la riprogrammazione ciclica delle stesse risorse non spese.

Le emergenze prioritarie riguardano:   
- il dissesto idrogeologico;
- la depurazione delle acque e la manutenzione della rete idrica;
- i rifiuti;
- le bonifiche;
- il consumo del suolo;
- i cambiamenti climatici;
- la messa in sicurezza sismica degli edifici;
- la protezione e valorizzazione dei beni culturali.

Per ognuna delle emergenze sopra citate una seria pianificazione degli interventi potrebbe contribuire a mettere in sicurezza il territorio, ridurre o evitare i danni, le perdite e le morti conseguenti a calamità naturali, tutelare e valorizzare l'ambiente e i beni culturali ma anche essere di stimolo per un nuovo modello di sviluppo sostenibile e una grande opportunità di crescita economica e occupazionale per il paese.(1)

Riteniamo che la strada da percorrere per rispondere in modo adeguato alle emergenze del Paese non sia tanto quella della semplificazione legislativa e amministrativa, quanto una seria politica di pianificazione e prevenzione, garantendo risorse adeguate e tempi certi di assegnazione e trasferimento delle stesse. Ciò detto siamo favorevoli a interventi legislativi finalizzati a rendere più veloci le procedure nella gestione delle fasi successive alle calamità naturali, quali terremoti, alluvioni e frane e nella realizzazione delle opere di prevenzione e contrasto al dissesto idrogeologico. Citiamo a questo proposito l'”Accordo quadro sulla gestione dei cantieri del piano nazionale di prevenzione e contrasto al dissesto idrogeologico” sottoscritto dal Ministero dell'Ambiente, la Struttura di Missione Italia Sicura e le OO.SS. in data 21 aprile 2015 (2). Ribadiamo che, anche le disposizioni volte a velocizzare/semplificare devono comunque garantire il rispetto dei contratti, dei diritti e della sicurezza sul lavoro, la tutela dell'ambiente, la legalità, le normative in materia di appalti e la partecipazione democratica delle popolazioni coinvolte.


Breve analisi delle emergenze prioritarie:

Dissesto idrogeologico - sono necessari almeno 40 miliardi di euro per la sistemazione delle situazioni di dissesto previste dai piani di assetto idrogeologico, di cui 11 miliardi per la messa in sicurezza delle aree a più elevato rischio (si consideri che negli ultimi 20 anni si sono spesi 22 miliardi di euro per riparare i danni causati da frane e alluvioni). Le risorse fin qui stanziate dal Governo sono inconsistenti e assolutamente insufficienti a garantire la prevenzione.  

Depurazione acque e manutenzione rete idrica
– in Italia ancora molti comuni non sono dotati di sistemi efficienti di recupero e trattamento delle acque reflue, così come prescritto dalla normativa europea. Il nostro paese rischia sanzioni per 482 milioni di euro all’anno, se entro la fine del 2015 tutti gli agglomerati urbani con più di 2000 abitanti equivalenti non saranno dotati di reti fognarie e depurative. E' assolutamente urgente potenziare la capacità di depurazione delle acque reflue e provvedere ad una sistematica manutenzione della rete idrica che disperde oltre il 36% della risorsa. Per fare tutto questo è necessario anche provvedere in tempi rapidi all'approvazione di una normativa specifica che recepisca la volontà popolare espressa nel Referendum del 2011 per la gestione pubblica del servizio idrico integrato e prevedere gli investimenti necessari per la realizzazione delle opere.

Rifiuti – sull'Italia pende la procedura di infrazione 2003/2007, relativa alla presenza di 200 discariche abusive. Il nostro paese ha urgentemente bisogno di un piano nazionale per la prevenzione della produzione dei rifiuti, la gestione della raccolta differenziata e per il riuso e riciclo della materia. La soluzione all'emergenza rifiuti non deve essere quella di contrastare il  conferimento dei rifiuti in discarica con il ricorso massiccio agli inceneritori, così come sta spingendo a fare il Governo a partire dall'Articolo 35 dello Sblocca Italia (DL 133/2014) e con il DPCM attuativo, a cui sta lavorando. La pianificazione governativa, qualora attuata, frenerebbe l'avvento dell'economia circolare con gravi ripercussioni sul piano economico, ambientale, sanitario ed occupazionale.

Bonifiche
- In Italia ci sono 160mila ettari di territorio e 130mila di aree marine, contaminate da rifiuti industriali, una superficie vastissima contenuta nei 40 Siti d’Interesse Nazionale (SIN), oltre alle 18 aree da bonificare che nel 2013 sono state assegnate alle regioni (SIR). Le aree contaminate producono gravi danni all'ambiente, all'inquinamento delle falde acquifere e alla salute della popolazione. L’attività di bonifica procede a una lentezza disarmante, in molti casi il processo non è ancora iniziato. Per quanto riguarda i SIN, solo in 14 siti è stata completata la prima fase di analisi del livello e del tipo di contaminazione. Per quanto riguarda i piani di bonifica: solo in due siti i piani coprono l’intera zona, in 5 non è stato varato nessun piano per il suolo e in 13 non c'è nessun piano per la falda. Per affrontare in modo efficace e definitivo la situazione delle bonifiche, occorre applicare rigorosamente il principio previsto dalle legge di chi inquina paghi, mettere a disposizione adeguate risorse normative ed economiche e vigilare adeguatamente sulla loro effettiva applicazione.

Consumo di suolo – Occorre procedere rapidamente all'approvazione del Disegno di Legge  in materia di contenimento del consumo di suolo e riuso del suolo edificato. Il suolo è un bene comune non rinnovabile per questo il suo consumo deve essere fermato, dando priorità al riuso e alla rigenerazione edilizia del suolo edificato esistente rispetto all'ulteriore consumo di suolo inedificato. La cementificazione nel nostro paese ha raggiunto livelli insostenibili con gravi conseguenze in termini di dissesto idrogeologico e deturpazione del paesaggio. L'edilizia volta al recupero, la ristrutturazione, l'efficientamento energetico e la messa in sicurezza del patrimonio immobiliare già esistente, sono invece un'occasione straordinaria per la riqualificazione urbana, la sicurezza del territorio e la creazione di nuovi e qualificati posti di lavoro. 

Cambiamenti climatici – Il contrasto al riscaldamento globale è una necessità urgente per la sopravvivenza di intere popolazioni e per contrastare gli effetti devastanti dei fenomeni atmosferici estremi da cui anche il nostro paese è colpito. Allo stesso tempo le azioni di mitigazione e di adattamento ai cambiamenti climatici costituiscono un'opportunità unica di sviluppo sostenibile, di crescita economica e occupazionale. Per dare concreta attuazione agli obiettivi di riduzione delle emissioni in atmosfera dobbiamo accelerare la transizione energetica a un modello energetico senza fonti fossili, investire in ricerca e sviluppo di nuove tecnologie per le fonti rinnovabili, l'efficienza energetica e i sistemi di accumulo, l'economia circolare. (3)

Messa in sicurezza sismica degli edifici – Occorre un grande piano di messa in sicurezza degli edifici a partire dagli edifici pubblici e in particolare per gli edifici scolastici e gli ospedali, svincolando gli investimenti relativi dai vincoli del Patto di stabilità. Per gli edifici privati devono essere resi strutturali gli incentivi per la ristruttarazione che hanno risvolti positivi per l'adeguamento antisismico.  

Protezione e valorizzazione dei beni artistici e culturali – i continui tagli al Ministero dei beni e attività culturali, non consentono la doverosa protezione e valorizzazione dell'ineguagliabile patrimonio artistico e culturale del nostro Paese. La CGIL sostiene la necessità di investimenti adeguati a valorizzare il patrimonio culturale, la cultura e lo spettacolo, per il rilancio dell'economia e dell'occupazione.
Per tutto quanto suddetto riteniamo necessario ed urgente predisporre un piano di interventi straordinari finalizzati alla prevenzione del dissesto idrogeologico, alla gestione pubblica della risorsa idrica ed alle bonifiche dei terreni contaminati dalle discariche abusive e dalle attività industriali, per la tutela dei beni artistici e culturali, per la messa in sicurezza antisismica, per l'efficientamento energetico del patrimonio immobiliare pubblico e per lo stimolo allo sviluppo delle energie rinnovabili. Per la realizzazione di questo piano, che produce al tempo stesso salute e sicurezza per lavoratori e le popolazioni, tutela dell'ambiente ed occupazione, servono investimenti  adeguati, lo svincolo delle risorse dai vincoli del Patto di stabilità degli Enti locali e in alcuni di questi settori anche un piano di creazione diretta di posti di lavoro da parte dello Stato.

Per questo piano, che noi riteniamo essere la più importante opera strategica di cui il nostro paese ha bisogno, il Governo ha destinato solo risorse irrisorie e adottato provvedimenti spesso contraddittori e controproducenti. In recenti provvedimenti, decreto legge 24 giugno 2014 n. 91 e decreto legge 12 settembre 2014 n. 133 Sblocca Italia, sono state introdotte disposizioni di semplificazione per il superamento delle emergenze. Si tratta prevalentemente di disposizioni non condivisibili* a cui conseguono: eccessivo accentramento di poteri, nelle mani dei Presidenti di Regione o addirittura del Presidente del Consiglio dei Ministri, annullamento del coinvolgimento delle popolazioni interessate, delle parti sociali, e dei Sindaci dai percorsi decisionali che li riguardano, deroghe alle previsioni di legge, proroghe e rinvii, procedure semplificate e accelerate in materia di appalti, introduzione di procedure di silenzio assenso per alcune autorizzazioni e soglie di valore al di sotto delle quali non devono essere richieste autorizzazioni, previsione di elementi di discrezionalità degli interventi. Tutte disposizioni che producono un restringimento dello spazio di democrazia, mettono a rischio la tutela dell'ambiente e della salute, non risolvono i problemi del nostro paese. Le uniche novità positive introdotte sono quelle che riguardano la riduzione dei termini procedurali.


* Link:
http://www.cgil.it/News/Default.aspx?ID=22323 (analisi su decreto legge 24 giugno 2014 n. 91)

http://www.cgil.it/News/Default.aspx?ID=22627 (analisi su decreto legge 12 settembre 2014 n. 133 Sblocca Italia)


In allegato:


(1) EVENTI NATURALI - Le proposte della CGIL per la messa in sicurezza del territorio, la gestione delle emergenze e la ricostruzione;
(2) Accordo quadro sulla gestione dei cantieri del Piano nazionale di prevenzione e contrasto al dissesto idrogeologico, sottoscritto dal Ministero dell'Ambiente, la Struttura di Missione Italia Sicura e le OO.SS. in data 21 aprile 2015;
(3) Contributo CGIL agli Stati Generali sul clima.


Allegati:
 Eventi_naturali_proposte_CGIL_per_messa_in_sicurezza_territorio_gestione_emergenze_ricostruzione .pdf
 Accordo_Quadro_Prevenzione_Dissesto_Idrogeologico_21.04.2015.pdf
 Contributo_CGIL_agli_Stati_Generali_sul_clima.pdf
Classificazione:
[Ambiente e territorio]  [Politiche ambientali] 


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