P.a.: Cgil a Padoan, pronti a definire comparti, governo ci convochi e metta più risorse per rinnovi contratti

04/11/2015

"Noi siamo pronti a fare l'accordo sui comparti, ma è l'Aran che, dopo un primo incontro fatto solo per far finta di avviare la discussione, continua a latitare”. Così Serena Sorrentino, segretaria nazionale Cgil, replica alle parole del ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan in audizione sulla legge di Stabilità.


“Dire che i 300 milioni stanziati in manovra per statali e forze dell'ordine sono sufficienti e dare poi l'indicazione agli altri comparti di trovare risorse nei propri capitoli di bilancio, significa non avere rispetto per quei lavoratori che hanno il contratto bloccato da 6 anni e non dare attuazione alla sentenza della Corte costituzionale”. Aggiunge la dirigente sindacale.

“Non è, inoltre, ammissibile dire che quelle poche risorse, se ci saranno, verranno attribuite con criteri stabiliti in un dpcm. In quanto, questa è materia contrattuale e rappresenterebbe una violazione proprio della sentenza della Consulta che restituisce alle organizzazioni sindacali il diritto garantito dall'art 39 della Costituzione alla contrattazione”. Prosegue Sorrentino.

“Intanto si blocca il turn over e la contrattazione decentrata, non dando risposte ai precari e alla necessità di qualificare la Pubblica amministrazione”. Afferma la dirigente della Cgil, che aggiunge: “Il governo è in ritardo e non ci sono più alibi: ci convochi per avviare la contrattazione mettendo risorse adeguate sui contratti, senza discriminazioni tra settori pubblici, e rimuova i vincoli di legge sulla contrattazione”.

Sorrentino ricorda che: “Per queste ragioni è in campo la mobilitazione unitaria dei pubblici dipendenti, che stanno svolgendo assemblee in tutti i luoghi di lavoro e saranno il 28 novembre in piazza a Roma”.

“Altro che innovazione stiamo tornando indietro di quarant'anni. Confidiamo che il governo scelga un'altra strada, la P.a. è un bene pubblico e il lavoro pubblico va rispettato e contrattualizzato perché è l'unico modo per garantire efficienza sottraendolo al ricatto della politica”. Conclude la segretaria della Cgil.


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