Riforma degli Appalti: decreto di delega di recepimento delle direttive europee appalti.

20/11/2015 Deleghe al Governo per l'attuazione delle direttive 2014/23; 2014/24 e 2014/25 del Parlamento Europeo, sull'aggiudicazione dei contratti di concessione, sugli appalti pubblici e sulle procedure d'appalto degli enti erogatori nei settori dell'acqua, dell'energia, dei trasporti e dei servizi postali.

Il decreto legislativo per l'attuazione delle direttive europee approvato dal Senato e dalla Camera, dovrà essere licenziato, in terza lettura, dal Senato della Repubblica.
Il Governo è delegato ad adottare le direttive entro il 18 di aprile del 2016, ed entro il 31 luglio del 2016 dovrò adottare il “decreto di riordino” complessivo della disciplina vigente in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture. Un testo unico che sarà denominato “Codice degli Appalti pubblici e dei contratti di concessione”. A valle del “Codice”, il Regolamento attuativo sarà sostituito dalle “Linee Guida”, la cui elaborazione è affidata al ministero delle Infrastrutture e all'Anac, sentito il parere delle competenti commissioni.
Abbiamo nelle sedi opportune ribadito che la stesura del nuovo Codice non è una questione meramente tecnica in quanto la materia degli appalti tocca aspetti decisivi per il Sistema Paese, nei suoi aspetti economici, strategici, occupazionali e in merito alla legalità, alla trasparenza e al contrasto al sistema di corruzione e infiltrazione delle mafie, nonché per gli aspetti che afferiscono all'esercizio dei diritti dei lavoratori.
La nostra azione ha prodotto alcuni risultati significativi, recuperando la parte lavoristica assolutamente assente nella prima stesura.
Citiamo sinteticamente alcuni temi:
- l'espresso richiamo ai contratti collettivi di lavoro;
- le clausole sociali per la stabilità occupazionale nei cambi d'appalto;
- l'introduzione delle clausole sociali per la stabilità del personale impiegato e per la salvaguardia delle professionalità negli appalti di concessione;
- la continuità del rapporto di lavoro in caso di successione di impresa nelle attività di call center;
- le tutele occupazionali.
Permangono, nel settore delle Concessioni autostradali, criticità occupazionali che continueremo ad affrontare nella fase di attuazione dei decreti.


Nel merito.
Dibattito pubblico: sarà previsto attraverso una norma del codice la istituzionalizzazione del dibattito pubblico che attiene al coinvolgimento delle parti sociali e delle comunità locali già in fase di programmazione e progettazione delle medie e grandi infrastrutture strategiche.
E' questo un aspetto assai significativo in termine di partecipazione e controllo sociale che può aprire la strada alla contrattazione d'anticipo di merito.

Ruolo dell'Anac e trasparenza negli appalti: E' previsto non solo il controllo formale sugli atti, ma un controllo complessivo in tutte le fasi dell'appalto: dalla programmazione, al progetto, al bando di gara, all'assegnazione dell'appalto e nella fase esecutiva dell'opera e del servizio.
All'Anac sono affidati, con i poteri di vigilanza e di controllo, poteri sanzionatori sino al commissariamento dell'appalto. L'Anac dovrà, inoltre, fornire strumenti di regolazione dotati d'efficacia vincolante quali: le linee guida e i bandi tipo, gestirà l'albo dei commissari di gara, la qualificazione delle stazioni appaltanti, l'elenco delle società abilitate ad assegnare le concessioni in house, il controllo delle varianti in corso d'opera per i lavori superiori alle soglie comunitarie.

Centrali di Committenza e stazioni appaltanti: l'obiettivo che il legislatore si è posto è quello di ridurre drasticamente il numero delle stazioni appaltanti e delle centrali di committenza, oggi arrivate ad un numero iperbolico superiore a cinquanta mila, portandole ad un livello numerico che non dovrà superare le duecento cinquanta unità. Ponendosi la questione non secondaria di come meglio qualificarle ed attrezzarle.

Centralità del progetto esecutivo: limitazione radicale al ricorso dell'appalto integrato - progettazione e lavori-; esclusione dell'affidamento dei lavori sulla base d'una progettazione preliminare. E' previsto un forte contenimento delle varianti in corso d'opera.
In caso mancata o tardiva comunicazione all'Anac, da parte delle stazioni appaltanti, di varianti pari o superiore alla soglia comunitaria, è prevista l'applicazione di uno specifico regime sanzionatorio.

Misure di premialità per le imprese: apposita disciplina fissata dall'Anac che determini criteri di premialità alle imprese improntati su dati oggettivi e misurabili: rispetto dei tempi e dei costi nell'esecuzione, gestione dei contenziosi, rating di legalità.

Procedura negoziata: individuazione dei casi in cui in via eccezionale è possibile ricorrere alla procedura negoziata senza precedente pubblicazione di un bando di gara. In questo caso, nei decreti attuativi, andrà considerata una casistica stringente ed oggettiva per limitare al massimo questa fattispecie di contratto.

Superamento della legge obiettivo,
il cui esito nefasto è ormai sotto gli occhi di tutti e del Contraente generale. Il direttore dei lavori, con l'entrata in vigore del Codice, per le opere già appaltate e per i nuovi appalti, non potrà più essere nominata dal contraente generale.

Accesso alle piccole e medie imprese: e' prevista, per dare la possibilità alle PMI di partecipare alle gare di evidenza pubblica, la suddivisione in lotti funzionali dell'appalto, con l'obbligo, da parte delle stazioni appaltanti, di motivare la mancata suddivisione in lotti.

Disciplina organica della materia dei Contratti di Concessione: è previsto, in questo caso il Nei casi in cui il subappaltatore sia una micro impresa o una piccola impresa, si procederà ad una espressa individuazione in cui la stazione appaltante procede al pagamento diretto. Fatta salva la facoltà per le regioni a statuto speciale e le province autonome, di disciplinare ulteriori casi di pagamento diretto dei subappaltatorivincolo per i concessionari per la piena attuazione del piano finanziario; il rispetto dei tempi per la realizzazione degli interventi; il richiamo al rischio operativo e un disciplinare delle procedure di fine concessione. Le concessionarie dovranno mettere a gara l'80% dei lavori e solo il 20%  degli appalti sopra centocinquanta mila euro potranno essere affidati senza gara a società partecipate.
Sono state previste, nell'ultima stesura approvata dalla Camera, clausole sociali per la stabilità del personale impiegato e per la salvaguardia delle professionalità.
Prevedendo per le concessioni già in essere un periodo transitorio di adeguamento non superiore a ventiquattro mesi. Escludendo dal predetto obbligo unicamente le concessioni in essere o di nuova aggiudicazione affidate con la formula della finanza di progetto, e le concessioni in essere o di nuova aggiudicazione affidate con procedura di gara di evidenza pubblica secondo il diritto dell'unione europea.

Concessioni Autostradali:
avvio delle procedure ad evidenza pubblica per le nuove concessioni autostradali non meno di ventiquattro mesi prima della scadenza di quelle in essere. Divieto di disposizioni di deroga. Per le concessioni che alla data dell'entrata in vigore del decreto di recepimento delle direttive, siano scadute o prossime alla scadenza, sarà prevista una particolare disciplina transitoria

Contratti d'appalti pubblici e di concessione sotto soglia:
dovranno essere previsti, per garantire la trasparenza, livelli adeguati di pubblicità e comunque dovranno essere invitate a presentare offerta almeno cinque operatori economici.

Offerta economicamente più vantaggiosa:
nel nuovo Codice il criterio ordinario per l'aggiudicazione delle gare dovrà essere l'offerta economicamente più vantaggiosa. Il criterio del prezzo più basso diventa residuale e il Codice dovrà espressamente regolamentare i casi in cui potrà essere consentito. Il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa rappresenta un passo in avanti significativo a condizione però che il controllo sulle commissioni di gara sia effettivo, e che i pesi e le cosiddette misure di riferimento per attribuire il punteggio siano improntate alla massima oggettività per eliminare, alla radice il rischio di un ritorno surrettizio, nei fatti, al massimo ribasso. Viene specificato, pertanto, che l'approccio a tale criterio dovrà prevedere l'aspetto relativo “ al miglior rapporto qualità/prezzo” valutando anche gli aspetti ambientali e sociali connessi all'oggetto dell'appalto pubblico o del contratto di concessione.

Deroghe al Codice:
stop alle procedure in deroga e alla legislazione speciale. E' previsto l'espresso divieto di affidamento di contratti attraverso procedure derogatorie rispetto a quelle ordinarie. Il testo approvato in Senato, che prevedeva una sola casistica per l'istituto della deroga relativa ai soli casi di “calamità naturale”, nella fase di discussione alla Camera è stato peggiorato in quanto sono state previste altre due casi: quella inerente a “particolari esigenze collegate a situazioni emergenziali”, e “in occasione di emergenza di protezione civile”. Su tale questione di non secondaria importanza occorrerà prevedere, nei decreti di delega, una regolamentazione attraverso una casistica più stringente.

Subappalto: per quanto concerne il subappalto è prevista una disciplina specifica nei contratti di lavori, servizi e forniture. E' confermato l'obbligo per il concorrente di indicare in sede di offerta le parti del contratto che intende subappaltare; è prevista l'espressa individuazione dei casi specifici in cui vige l'obbligo di indicare in fase d'offerta, una terna di subappaltatori per ogni tipologia di attività prevista in progetto. C' è da dire che la norma approvata in Senato era migliore e più stringente in quanto prevedeva non “casi specifici” ma in modo generale “l'obbligo in fase di gara di indicare la terna a cui s'intende subappaltare”. Anche su tale questione, in fase di discussione dei decreti di delega, dovremo tentare di riportare la norma alla precedente stesura. Inoltre, è previsto l'obbligo per la stazione appaltante di procedere al pagamento diretto del subappaltatore in caso di inadempimento da parte dell'appaltatore o anche su richiesta del subappaltatore e se la natura del contratto lo consente, per i servizi, le forniture o i lavori forniti. 

Servizi ad alta intensità di manodopera: (servizi sociali e di ristorazione ospedaliera, assistenziali e scolastici nei quali il costo della manodopera è l'aspetto prevalente dell'appalto). Andranno create regole specifiche rispetto agli altri settori: E' previsto il divieto di affidare al prezzo più basso gli appalti il cui costo di manodopera è pari almeno al 50% del valore del contratto. Sono previste l'introduzione di clausole sociali nei cambi d'appalto, volte a promuovere la stabilità occupazionale del personale impiegato. E' previsto come riferimento il contratto collettivo nazionale di lavoro che presenta le migliori condizioni per i lavoratori.
E' bene precisare che le clausole sociali nel cambio d'appalto tuteleranno solo l'aspetto inerente alla continuità occupazionale e non quelli relativi alla qualifica, all'anzianità e alle tutele previste dall'articolo 18, in quanto per  l'effetto del job act questa fattispecie di contratti è considerata nuova occupazione.


Tutela occupazionale: è prevista in questo caso una disciplina specifica per gli appalti di lavori e servizi che introduca clausole sociali volte a promuovere la stabilità occupazionale del personale impiegato. Stabilendo che i contratti collettivi nazionali e territoriali in vigore per settore e per zona, nella quale  si eseguono le prestazioni devono intendersi quelli stipulati dalle associazioni dei lavoratori e datoriali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale. Inoltre è prevista una premialità nella valutazione delle offerte nei confronti di imprese che in caso di aggiudicazione, Nei casi in cui il subappaltatore sia una micro impresa o una piccola impresa, si procederà ad una espressa individuazione in cui la stazione appaltante procede al pagamento diretto. Fatta salva la facoltà per le regioni a statuto speciale e le province autonome, di disciplinare ulteriori casi di pagamento diretto dei subappaltatorisi impegnano nell'esecuzione dell'appalto a utilizzare manodopera o personale a livello locale. Ovvero in via prioritaria gli addetti già impiegati nel medesimo appalto, in ottemperanza ai principi di economicità dell'appalto, promozione della continuità dei livelli occupazionali.

Call Center: in caso di successione di imprese nel contratto di appalto con il medesimo committente e per la medesima attività di call center, il rapporto di lavoro continua con l'appaltatore subentrante, salvaguardando i trattamenti economici e normativi previsti dai contratti collettivi nazionali, territoriali ed aziendali vigenti alla data di trasferimento. In assenza di una specifica disciplina nazionale collettiva, il ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, adotterà un proprio decreto, sentite le organizzazioni sindacali e datoriali maggiormente rappresentative sul piano nazionale, per definire i criteri generali per l'attuazione del comma del decreto legge.


Allegati:
 Appalti_e_Infrastrutture_testo_delega_approvato_dalla_Camera.pdf
Classificazione:
[Reti e terziario]  [Appalti di servizi]  [Infrastrutture] 


«giugno 2018»
»lumamegivesado
>28293031123
>45678910
>11121314151617
>18192021222324
>2526272829301
>2345678
News

© CGIL 2015 | Credits | Privacy