Riunione del Comitato di Sorveglianza del Programma operativo Nazionale Città Metropolitane 2014-2020

04/12/2015 Il 3 dicembre si è riunito il Comitato di Sorveglianza del PON Città Metropolitane 2014-2020, il programma plurifondo che attua una parte delle iniziative ideate nel contesto dell'Agenda Urbana europea per le politiche di coesione, nate con l'obiettivo di rafforzare il ruolo delle grandi città e dei loro territori.

Il 3 dicembre si è riunito il Comitato di Sorveglianza del PON Città Metropolitane 2014-2020, il programma plurifondo che attua una parte delle iniziative ideate nel contesto dell'Agenda Urbana europea per le politiche di coesione, nate con l'obiettivo di rafforzare il ruolo delle grandi città e dei loro territori. Rispetto alla discussione, l'Agenzia per la Coesione Territoriale, che ha la titolarità del PON METRO, predisporrà un verbale che ci verrà inviato.

Il programma, dedicato allo sviluppo urbano sostenibile, mira a migliorare la qualità dei servizi ed a promuovere l'inclusione sociale in 14 aree metropolitane (Torino, Genova, Milano, Napoli, Bari, Reggio Calabria, Palermo, Messina, Catania, Cagliari, Venezia, Bologna, Firenze, Roma). Gli interventi sono proposti dalle città stesse nell'ambito di una cornice strategica e sulla base di una serie di criteri definiti dall'Autorità di Programmazione nazionale.

L'Ordine del giorno ha riguardato:
  1. Approvazione ordine del giorno,
  2. Costituzione del Comitato di Sorveglianza,
  3. Esame e adozione del regolamento interno,
  4. Illustrazione sintetica del Programma,
  5. Presentazione delle Strategie Urbane,
  6. Presentazione della metodologia per la selezione delle operazioni: approvazione criteri per AT,
  7. Presentazione dello schema di atto di delega (O.I. Autorità Urbane),
  8. Presentazione e approvazione della Strategia di Comunicazione,
  9. Informativa sul Piano di Rafforzamento Amministrativo (PRA),
  10. Sistema informativo,
  11. Condizionalità ex-ante: stato di attuazione,
  12. Varie ed eventuali.

Nell'illustrazione da parte del Direttore Generale dell'Agenzia per la Coesione Territoriale, Presidente del Comitato, è stata sottolineato il carattere sperimentale del Programma, i contenuti principali, innovazione sociale e crescita del sistema produttivo, nonché la qualità “strategica”, in quanto l'Italia potrebbe essere rappresentante d'avanguardia nella nuova politica urbana (il PON METRO, oltre ad essere un Programma nuovo in Italia, è l'unico in Europa con la caratteristica di raccogliere organismi intermedi, comprendendo le 14 aree metropolitane), concorrendo alla definizione di un'”Agenda Urbana Italiana”.

E' stata evidenziata anche la connessione del PON METRO con alcuni Programmi Operativi Regionali e la necessità di dialogo con le Regioni: l'Agenzia si è assunta il compito di coordinare le azioni del PON METRO affinché queste non siano isolate, ma in sinergia con quelle dei POR, e senza sovrapposizioni.

In realtà le risorse sono di entità forse non adeguata (892 milioni di euro, 588 di risorse comunitarie tra Fondo di Sviluppo Regionale e Fondo Sociale Europeo e 304 milioni di cofinanzimanto nazionale) rispetto all'ambizione del programma ed ai suoi contenuti.

CGIL, CISL e UIL hanno sollecitato alcune questioni.

Innanzitutto la possibilità che il partenariato economico sociale possa partecipare alle riunioni, consultazioni e gruppi tecnici che possono precedere, su iniziativa del Presidente, le riunioni del Comitato e che, comunque, dei componenti e degli argomenti trattati, sia data tempestiva comunicazione al Comitato. Questo anche al fine della massima trasparenza e di una maggiore utilità ai fini delle riunioni.

Essendo poi il programma curato localmente da Organismi intermedi, è stata sollecitata la concreta attuazione di quanto espresso più volte dall'Agenzia, e cioè il coinvolgemento del partenariato economico e sociale nei territori.

Su temi più generali noi riscontriamo possibili sovrapposizioni proprio su quanto illustrato dal Presidente in apertura: l'asse 3 e l'asse 4 della strategia del programma “Servizi e infrastrutture per l'inclusione sociale” (gli altri due assi riguardano l'agenda digitale metropolitana e la sostenibilità dei servizi e della mobilità urbana), incrociano sicuramente temi presenti sia nel PON Inclusione Sociale, sia in molti POR. La sinergia, seppure assicurata dall'Agenzia, non appare semplice.

Infine tra i criteri di valutazione per la selezione di Società di servizi, laddove viene semplicemente indicato “Offerta economica”, abbiamo richiesto una specificazione della voce, volta a superare la politica di assegnazione degli appalti in base all’offerta più bassa.

Appare evidente che il PON METRO, attuato dalle Autorità Urbane, che sono identificate nei Sindaci, trova applicazione proprio nei territori. Il perimetro è prioritariamente la scala del Comune capoluogo, ma possono essere individuati contesti locali, quali il quartiere, in  particolare per alcune Azioni di inclusione sociale degli Assi 3 e 4.

In questo senso è importante attivarsi localmente al fine di predisporre un'interlocuzione con le amministrazioni, titolate a manifestare i bisogni e ad evidenziare i target di riferimento per la predisposizione dei progetti, chiedendo la costituzione di tavoli alle autorità locali.

Del resto è espressamente specificato nel testo del programma che “Le Autorità urbane sono responsabili delle attività di confronto pubblico e consultazione con il partenariato istituzionale e socio-economico a livello territoriale, sia ai fini dell’individuazione degli interventi e della loro trasparente motivazione, anche in relazione a eventuali ipotesi alternative proposte dal partenariato o alla costituzione di partnership e progetti di scala inter-comunale, sia in relazione alle attività di progettazione tecnica e operativa di singoli interventi, in particolare per quanto riguarda l’integrazione delle considerazioni legate allo sviluppo sostenibile e la partecipazione attiva e il coinvolgimento degli utilizzatori finali e dei soggetti incaricati della gestione dei servizi da innescare attraverso il Programma”.

Di sicuro interesse è quanto annunciato dal rappresentante della Comunità europea, circa due programmi i cui bandi saranno emanati nelle prossime settimane, concentrati sulle sviluppo urbano, che possono rappresentare un'ulteriore opportunità in ambito urbano.

Il primo bando delle "Azioni innovative urbane" che seguirà alcune delle 12 linee tematiche individuate nell'ambito dell'agenda urbana per il rilancio della crescita socio-economica, della competitività, dell'innovazione e della coesione sociale attraverso un approccio urbano integrato, vedrà lo stanziamento di circa 370 milioni di euro fino al 2020. Potranno partecipare città con più di 50.000 abitanti. I temi affrontati sono: transizione energetica, povertà urbana in quartieri degradati, integrazione di rifugiati e migranti.

Urbact III sarà un programma di Cooperazione Territoriale Europea finanziato attraverso il Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale e funzionerà come un programma di scambio e apprendimento con lo scopo di promuovere lo sviluppo urbano sostenibile. Permetterà alle città europee di lavorare insieme per sviluppare soluzioni alle sfide urbane e condividere buone pratiche, lezioni apprese e soluzioni con gli stakeholders coinvolti nelle politiche urbane in Europa.


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