Al Presidente della IV Commissione Finanze

26/09/2006 Audizione sulla legge n.262, Tutela del Risparmio

A nome della Cgil ringraziamo il Presidente e la Commissione del Senato per l’invito a far conoscere le nostre osservazioni in merito alle questioni inerenti la tutela del risparmio.

In questa sede, riservandoci di presentare un documento più dettagliato, e considerando che siamo di fronte ad un lavoro in progressione, ci limiteremo ad alcune osservazioni sulla legge n. 262 del 28 dicembre 2005, tenendo presente le novità intervenute con il nuovo statuto di Bankitalia (approvato dalla BCE), e del Dlgs approvato dal Governo il 31 agosto 2006.

Autorità di vigilanza:

Emerge una evidente asimmetria di dimensioni e capacità operative tra le quattro autorità di vigilanza. Questo è, naturalmente, il portato anche storico dell’evoluzione dei mercati degli strumenti di controllo, come registrato in Italia. Ferma restando la necessità di potenziare il sistema nel suo complesso, intensificando le forme di collaborazione e di sinergie tra le varie autorità, tutte le autorità devono essere messe in grado di funzionare in piena capacità e con adeguate risorse umane e di mezzi.

Anche le questioni relative alla governance in senso ampio, ai rapporti con le istituzioni (Governo e Parlamento), ai poteri di intervento, devono essere ricondotti tutti a maggiore omogeneità ed equilibrio.

I criteri di nomina degli organi collegiali e del Presidente (non escluse forme di rotazione per quest’ultimo tra i membri del collegio), devono essere tali da garantire indipendenza e massima qualificazione. Particolare attenzione va rivolta alla definizione dei rapporti tra gli organi collegiali e le strutture interne con la predisposizione di assetti organizzativi, procedure e regolamenti interni, sul modello di Bankitalia, che responsabilizzino i diversi uffici, nei vari livelli, di competenza, vanificando eventuali interferenze interne ed esterne.

A tale proposito si è appreso dell’inserimento dell’art. 6 del Dlgs del 31/8 che riguarda la CONSOB e che, oltre ad essere chiaramente fuori della delega prevista dall’art 43 della legge n. 262 del 28 dicembre 2005 (che è relativa all’armonizzazione delle norme del TUB e del TUF con la legge suddetta), allontana l’ordinamento della CONSOB stessa da quella di Bankit. Infatti si istituiscono le figure del Segretario generale e del Vicedirettore Generale, togliendo questa facoltà, insieme alle loro attribuzioni, al regolamento interno (dove è previsto un intervento delle OO.SS. come in Bankitalia) e si proroga di un anno la facoltà concessa di assunzione a chiamata diretta di n. 15 lavoratori.

Il riordino per finalità delle autorities non deve comunque inficiare il ruolo centrale della COVIP per quanto riguarda tutto il risparmio previdenziale per le sue evidenti differenze rispetto al risparmio finanziario, considerando anche il suo collegamento funzionale con la previdenza di base. La scelta effettuata con la legge n.243/ 2004 e il decreto legislativo di attuazione n. 252/2005 sulla vigilanza della previdenza complementare e confermata dalla legge 262/2005, che riconoscono il ruolo centrale della COVIP, non può essere modificata senza mettere seriamente in discussione l’intero impianto e la stessa filosofia della riforma della previdenza complementare. Se ciò avvenisse per la CGIL, ma possiamo certo dire per le confederazioni CGIL-CISL e UIL, diventerebbero inaccettabili le stesse scelte effettuate con la legge 252/2005.

Governo societario:

Chiediamo un rafforzamento dei criteri di indipendenza per gli amministratori affinché venga meglio garantita l’effettiva indipendenza stessa.

Statuto dei risparmiatori e diffusione dell’informazione finanziaria: (art.27 comma 3)

Definizione di questo statuto con il concorso di tutte le parti interessate, Associazioni, professioni, parti sociali.

Riconoscimento di interesse pubblico alla informazione e alla pubblicità finanziaria, e quindi garanzia che chi la elabori e la diffonda non sia soggetto a conflitti di interesse, o che questi vengano chiaramente evidenziati (art 13, comma 8). Valorizzazione, in tal senso, della figura dell’analista finanziario indipendente.

A questo proposito si chiede che venga potenziato presso la CONSOB l’ ufficio deputato al controllo e al monitoraggio della suddetta informazione e pubblicità ed alla misurazione dell’effettivo rischio dei prodotti

Società di gestione del risparmio e reti di vendita dei prodotti finanziari:

Va riequilibrata l’attenzione e quindi anche la remunerazione oggi tutta sbilanciata in direzione delle reti di vendita, anziché verso la gestione.

E’ nota l’anomalia tutta italiana del controllo da parte delle banche della maggior parte delle società di gestione del risparmio e delle reti di vendita gestite, tra l’altro, anche in proprio. Banche alle quali ritornano oltre la metà delle commissioni di gestione e riscosse dai fondi. Questo pone il problema della separatezza, ma in mancanza di questa andrebbe resa comunque più penetrante la norma sulla nomina degli amministratori indipendenti. Così come andrebbe rivista tutta la questione della remunerazione; comprese le forme incentivanti rivolte ai promotori, oggi più mirate ai volumi di vendita che alla qualità e ai risultati di gestione.

Class Action:

Ci auguriamo, naturalmente, che il Parlamento dia rapido corso al disegno di legge sulla Class Action.

Sanzioni:

Con l’attribuzione del potere sanzionatorio attribuito alle Autorità di vigilanza si pone il problema della separazione di questo con le funzioni istruttorie oggi facenti capo al medesimo Presidente della Consob, e Antitrust.

***

Come già detto ci riserviamo di sottoporre alla Vostra attenzione ulteriori approfondimenti sulla importante e complessa materia con l’intento di contribuire allo sforzo di miglioramento delle norme a tutela dei risparmiatori.

 

CGIL Dipartimento Reti-Terziario-Cooperazione

Roma, 20 settembre 2006


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