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Camusso, bisogna creare lavoro, le riforme non bastano

12/09/2014

'Dall'autonomia della specialità a quella della responsabilità' è questo il titolo dell'iniziativa che si è tenuta questa mattina a Trieste organizzata dalla CGIL FVG alla quale hanno preso parte il Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso, la Presidente della Regione Fvg Debora Serracchiani, il Costituzionalista Sergio Bartole e il Sottosegretario alle Autonomie Gianclaudio Bressa, Elena D’Orlando, componente della Commissione paritetica Stato-Regione, e il segretario della CGIL FVG Franco Belci. A moderare il convegno il direttore del 'Piccolo' Paolo Possamai.

“L'idea che bastavano le riforme per far ripartire la crescita mi pare un'ipotesi che sta venendo meno. O ci si impegna per creare lavoro o diventa molto difficile immaginare che l'incastro in cui il nostro Paese è, tra deflazione e recessione, possa venire superato". Così il Segretario generale della CGIL, Susanna Camusso prendendo la parola da Trieste. "Il quadro economico ed europeo – ha proseguito - mi pare abbastanza mutato, e gli appelli della Banca d'Italia e della Bce dicono che senza investimenti non si riparte. E' necessario – ha insistito - che il lavoro torni a essere il tema centrale da cui partire”.

In riferimento alla Delega per il JobsAct, ieri emendata in commissione e integrata con ulteriori disposizioni, Camusso ha detto “se rimane la premessa della legge delega, che è una legge senza spesa e risorse, non è chiaro come questo venga finanziato. Parliamo di una legge delega – ha proseguito - che viene trattata come se da domani mattina ci fossero le nuove norme: mi pare un modo un po' strano di affrontare il tema”. Secondo Camusso, l'intervento deciso ieri dalla Commissione Lavoro del Senato relativo all'allargamento della possibilità di usufruire dei contratti di solidarietà “può essere uno degli strumenti con cui si fa occupazione, oltre a difenderla", ma rimane “il grande punto interrogativo delle risorse".

Tornando sulla riforma della Pubblica amministrazione Camusso ha avvertito “non si fa contro i lavoratori del pubblico impiego, ma insieme a loro. Ho il sospetto che l'idea del Governo sia quella di cambiare tutto, in verità, per non cambiare niente". Da parte nostra, ha concluso “non esiste il diritto di veto, semmai di dissenso”.

















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