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Guido Rossa, l'”eroe operaio” che sfidò le Brigate rosse

24/01/2015

Sono trascorsi 36 anni da quel 24 gennaio del 1979, quando nel pieno degli 'anni di piombo', a Genova, Guido Rossa, operaio dell'Italsider, iscritto al PCI e delegato della Fiom Cgil, fu barbaramente assassinato dalle Brigate Rosse.

Trentasei anni durante i quali la Cgil ha continuato, e continuerà, a tenere vivo il ricordo di un uomo che con il suo sacrificio è stato “esempio di rigore morale e di coerenza”. La  morte di Guido Rossa rappresenta per il sindacato “uno spartiacque nella lotta contro il terrorismo”. Un tema che in questi giorni torna prepotentemente e drammaticamente nella cronaca internazionale.

La Cgil vuole oggi proseguire quel percorso di condanna e di lotta al terrorismo, che sia esso di natura politica o religiosa, iniziato da Rossa e per il quale ha dato la sua stessa vita. Rossa fu trucidato per aver denunciato un brigatista infiltrato in fabbrica, “un uomo, un gigante, che non ha esitato a denunciare pubblicamente il terrorismo, e le sue infiltrazioni nei luoghi di lavoro, in un momento straordinariamente difficile per la storia del Paese, quando cioè il fenomeno terrorista era invasivo e pervasivo”.

Il 23 gennaio a Genova si sono svolte numerose iniziative nell'arco dell'intera giornata per ricordare Guido Rossa. La commemorazione partita dall'Ilva, dove Rossa ha lavorato, si è spostata presso la Camera del lavoro di Genova, alla presenza di Giuseppe Piero Fossati, già Commissario straordinario della Provincia di Genova, Elena Bruzzese, segretaria della Camera del lavoro metropolitana di Genova, il vice sindaco Stefano Bernini e gli studenti dell’Istituto Comprensivo di Certosa e Istituto Bergese. La cerimonia si è conclusa con  la deposizione di una corona di fiori presso il cippo a lui dedicato (VIDEO).

















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