CGIL Abruzzo, l'emergenza continua ma lavoriamo per ricostruire la solidarietà

14/04/2009 Di Cesare, a Coppito punto di riferimento importante per la popolazione

“Una prima settimana da un evento terribile è trascorsa ma i problemi sono ancora tutti lì ed emergono con maggiore lucidità”. È il segretario generale della CGIL Abruzzo, Gianni Di Cesare, a poco più di una settimana dal terremoto che ha sconvolto la regione, a trarre le prime considerazioni. “L’emergenza - dice il dirigente sindacale - non è finita: i campi, infatti, al di là di quanto si dica in queste ore, sono più di 130 e le situazioni all’interno di questi non sono tutte omogenee. Mancano, infatti, generi essenziali che noi stiamo cercando di garantire”. Di Cesare racconta del fondamentale lavoro che la CGIL sta svolgendo in queste ore: “Dopo un primo momento di mancata comprensione - osserva - la Protezione Civile si è resa conto dell’importantissimo supporto che possiamo dare, integrando il loro lavoro con interventi mirati”.

Il segretario generale della CGIL Abruzzo non nasconde la portata dei problemi, “che sono legati anche a imprevedibili condizioni climatiche: i giorni di Pasqua e di Pasquetta sono stati giorni di intenso freddo e, di conseguenza, di grande difficoltà”. Ma ciò che è importante è non spegnere i riflettori su questa vicenda, ed è quello a cui sta lavorando in queste ore la CGIL abruzzese, investendo il suo impegno sul campo di Coppito. “E’ un punto di riferimento importante per la popolazione - spiega Di Cesare -  gestito da noi in maniera autonoma e al tempo stesso integrativa e parallela al lavoro della Protezione Civile. È un modo che riteniamo essere fondamentale nel processo di ricostruzione della solidarietà, provando a tenere insieme la gente. Abbiamo aperto una mensa molto frequentata, abbiamo costruito un villaggio, garantiamo servizi, tutte iniziative che sono il segno di una voglia di ripresa”.

Ma oltre le emergenze, emergono con tutta la loro forza i temi del lavoro. “Sono questioni comunque importanti e che vanno affrontate - aggiunge il dirigente sindacale -: oggi, intanto, qualche dipendente comunale è stato richiamato ma sono ancora troppo pochi quelli che lavorano. Per questo rinnoviamo la richiesta dell’apertura di un tavolo che affronti non solo la gestione della fase transitoria ma che si ponga obiettivi di lungo periodo”. Anche perché, continua Di Cesare, “la città di L’Aquila chiede e vuole una ricostruzione in sicurezza ma allo stesso tempo vuole ricostruire la sua forte identità: L’Aquila nasce come una città e vuole ritornare ad esserlo a tutti gli effetti”. Ed è su questo punto che si focalizza il lavoro del sindacato: “Noi - afferma - con tutte le nostre forze ci stiamo battendo, e continueremo a farlo, per sostenere che vale ancora la pena stare sul territorio, impegnarsi nella ricostruzione, far rivivere la città”.

Un obiettivo che passa anche dal campo di Coppito: “Oggi, infatti, abbiamo avuto una prima riunione con Assolegno per sondare la possibilità di mettere su le prime case di legno mentre siamo in attesa di conoscere quali sono le intenzioni del governo e, soprattutto, se verranno accolte le nostre richieste”. Tra queste, il non pagamento dell’Irpef e la garanzia della cassa integrazione ordinaria per i lavoratori coinvolti dalla sciagura: “Perché per sostenere la ripresa c’è sì bisogno del contributo e della presenza dello Stato ma anche - conclude Di Cesare - di un concreto intervento a sostegno del reddito dei cittadini”.




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