Iniziativa in difesa della libertà e del diritto all’informazione

12/05/2009 Ripartire dalla straordinaria attualità dell'articolo 21 della Costituzione

Una nuova e importante tappa nell’iniziativa in difesa della libertà e del diritto all’informazione.
Questo il senso dell'incontro-dibattito promosso dal Comitato per la libertà e  il diritto all’informazione e dall’associazione Articolo 21 “Il valore fondante dell’articolo 21 della Costituzione italiana per una comunicazione libera e democratica”.

In tempi in cui la Carta Costituzionale subisce attacchi di varia natura, con minacce di modifiche e stravolgimenti, con l'iniziativa dell'11 maggio - che ha visto l'autorevole partecipazione del presidente emerito della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro - si è voluto ripartire da uno dei suoi temi centrali, ovvero “la straordinaria attualità dell'articolo 21 della Costituzione e della libertà di informazione che questo garantisce”, ha spiegato il segretario confederale della CGIL, Fulvio Fammoni. In un paese vittima da oltre 15 anni di un pesante conflitto d'interessi, che incide sul tema al centro del dibattito, i partecipanti hanno voluto ribadire a gran voce di non essere contro “qualcuno o qualcosa” ma a favore della piena affermazione dell'articolo della Costituzione che sancisce la libertà di stampa.

Aleggia, infatti, sull'incontro il recente rapporto diffuso da Freedom House, l'organizzazione autonoma con sede negli Stati Uniti che si pone come obiettivo la promozione della libertà nel mondo, dove emerge che la libertà di stampa si sta riducendo in tutto il mondo, e l'Italia non è esente da questa forma di degrado. Nel rapporto 2009 dell'organizzazione, infatti, il nostro Paese viene declassato da Paese 'libero' a 'parzialmente libero', unico caso nell'Europa Occidentale insieme alla Turchia. Una ragione motivata dal fatto che, a detta degli estensori del Rapporto, in Italia 'la libertà di parola è stata limitata da nuove leggi, dai tribunali, dalle crescenti intimidazioni subite dai giornalisti da parte della criminalità organizzata e dei gruppi di estrema destra, e a causa dell'eccessiva concentrazione della proprietà dei media'.

Da qui il monito lanciato dall'ex presidente della Repubblica nel corso del suo intervento: “Bisogna portare avanti la battaglia per la verità”, ha detto Scalfaro, aggiungendo che: “Il fatto è sacro e neanche Dio può mutarlo”. Ma la battaglia per la verità, la difesa per nulla retorica dell'articolo 21 della Costituzione, si trova ogni giorno a confrontarsi e scontrarsi con i “paletti” posti contro il libero esercizio dell'informazione: “Dalle norme sulle intercettazioni che volevano arrivare fino al carcere, dal taglio ai finanziamenti per l’editoria a quelli contro il sistema culturale, alle leggi sbagliate sulla comunicazione, alle procedure di infrazione della Commissione Europea, e tanto altro ancora”, come ha sottolineato il dirigente della CGIL, Fulvio Fammoni.

Infatti, contro gli impedimenti al libero e democratico esercizio dell'informazione, il presidente della   Federazione nazionale della stampa italiana, Roberto Natale, ha fatto sapere che i giornalisti sono pronti allo sciopero contro il disegno di legge sulle intercettazioni “se governo e maggioranza non comprenderanno che si tratta di una intollerabile limitazione del diritto di cronaca”, ha detto. “'In poche settimane  - ha aggiunto - il ddl intercettazioni potrebbe arrivare a una pessima conclusione: pochi giorni fa, infatti, il ministro della Giustizia Alfano ha detto che il governo ha intenzione di chiudere. Si introduce così una intollerabile limitazione del diritto di cronaca. Saremo determinatissimi nella difesa del diritto dei cittadini a essere informati''.

Grande interesse ha suscitato l'intervento della presidente della provincia dell'Aquila, Stefania Pezzopane, che, denunciando le “storture” dell'informazione, ha detto: “Non vogliamo l'effervescenza di chi fa suonare una campanella in una tenda che ospita una scuola materna con 15 bambini'', ha insistito riferendosi all'inaugurazione di una scuola qualche settimana fa a Poggio Picenze, la prima nelle aree colpite dal sisma. ''Venite a vedere, piuttosto, quante scuole nel resto delle zone terremotate sono aperte e chi le ha aperte, grazie a quali infaticabili insegnanti, presidi, istituzioni locali. Non vogliamo chi passa a far suonare una campanella o regala le magliette del Milan ai poveri bambini terremotati. Vogliamo fare una scuola vera e sentir suonare campanelle vere”.

“Non sono mai stato pessimista e spero di morire ottimista”, ha detto infine Scalfaro, ammettendo però di nutrire “due paure personali: la prima è l'abbandono al qualunquismo; la seconda è la capacità di mortificare e uccider la propria libertà da soli, perché ci si iscrive al partito dei servi. Di fronte ai servi occorre sempre qualche sferzata, perché si tratta della più invincibile tra le vocazioni. Mi auguro - ha concluso il presidente emerito della Repubblica - che coloro che servono la verità nel mondo della stampa incontrino questo fenomeno con la massima rarità”.




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