Sanità pubblica: Sottoscritta l'ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto 2008-2009

16/05/2009 Epifani, premiato sforzo unitario dei sindacati, ora rinnovo sanità privata

E’ stato sottoscritto dai rappresentanti dei sindacati di FP CGIL, CISL FP e UIL FP l’ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro per il comparto della sanità pubblica. L'accordo riguarda il 2008-2009, coinvolge 600mila lavoratori della sanità e prevede un aumento retributivo medio mensile, così come indicato nell’ipotesi di accordo, pari a circa 72 euro pro-capite. A questi si aggiungono 20 euro medi di risorse aggiuntive regionali, correlati a progetti di produttività ed al ‘Patto per la Salute’, ottenuti grazie ad un serrato e positivo confronto con le Regioni. Le categorie sindacali, sottoscrittrici dell’accordo, giudicano più che positivamente l’intesa raggiunta e che ora passerà al vaglio dei lavoratori del comparto attraverso una consultazione certificata.

Il segretario generale della CGIL Guglielmo Epifani ha espresso “soddisfazione” per l'accordo raggiunto. “E’ un risultato - ha affermato - che premia lo sforzo unitario di tutti e anche la disponibilità e la capacità delle delegazioni regionali”. Per il numero uno della CGIL, “l’accordo conferma che se si lavora per non dividere le soluzioni, alla fine, si trovano. Positivi, in particolare, sono gli impegni sul precariato. Adesso è necessario completare il percorso con gli enti locali mentre resta aperto, purtroppo, il contratto della sanità privata, fermo da quattro anni, per il cui rinnovo va fatto ogni sforzo”.

Soddisfatto anche il segretario generale della FP CGIL, Carlo Podda, il quale sottolinea come “sul versante normativo le organizzazioni sindacali hanno ottenuto la predisposizione di una norma che non rende obbligatorio il licenziamento del personale precario, a garanzia della copertura dell'organico”. Secondo Podda, “è stato possibile annullare gli effetti più odiosi” del decreto Tremonti sulle trattenute in caso di assenza per malattia, “che il Ministro Brunetta aveva già promesso di modificare, ma che non è stato mai emendato”. Con questa misura si eviteranno le trattenute in busta paga per tutti quei lavoratori che si assentano dal lavoro per usufruire dei congedi parentali, dei benefici della legge 104. Per il comparto della sanità pubblica, spiega Podda, “sono stati eliminati anche i tagli al salario accessorio, grazie alla disponibilità delle Regioni, escluse quelle in deficit sottoposte ai piani di rientro, di coprire con propri fondi la spesa”.

Nel merito dell’accordo emergono alcuni importanti elementi di novità: la scelta fatta sul tema del lavoro precario in rapporto all'esigenza di assicurare i livelli essenziali di assistenza; la valorizzazione dell'attuale sistema di contrattazione integrativa, che vede già i lavoratori della sanità pubblica misurarsi su progetti ed obiettivi di innalzamento della qualità del servizio; l'intangibilità delle retribuzioni in caso di assenza per donazione di midollo osseo, per assistenza all'handicap, per la prevenzione e screening oncologico, per le attività di volontariato; la possibilità di aumentare, in sede locale, il valore del buono pasto.




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