Conclusa la grande assemblea delle Camere del Lavoro

26/05/2009 Due giornate di dibattito che pongono al centro i temi dei territori: la crisi economica e l'estensione degli ammortizzatori in deroga, la contrattazione sociale e i tagli agli enti locali, l'inadeguatezza delle politiche governative alla difficile fase del paese, la necessità di uno sviluppo sostenibile e sicuro. Questi alcuni dei temi trattati e ripresi nell'intervento conclusivo del Segretario Generale Guglielmo Epifani, di cui pubblichiamo la sintesi.

Ascolta l'audio degli interventi

La centralità del territorio, così come stabilito dalla conferenza d'organizzazione, le esperienze di gestione della crisi a livello locale, nuove forme di legittimità dell'azione sindacale. Questi, nelle diverse declinazioni, i temi al centro dei numerosi interventi che hanno animato le due giornate dell'Assemblea Nazionale delle Camere del Lavoro della CGIL. Un appuntamento che non ha precedenti nella storia della CGIL e che, alla sua prima, ha visto un'enorme partecipazione: oltre 700 le persone presenti per un dibattito sentito e partecipato dall'intero corpo della CGIL.

Tanti gli interventi che si sono succeduti dal palco del Teatro Capranica di Roma. Dirigenti locali della CGIL, ma anche quelli nazionali di categoria, hanno toccato temi importanti che hanno aperto punti di riflessione all'interno della Confederazione ponendo per la gran parte l'accento sulla gestione della crisi a livello territoriale e sul ruolo della CGIL a livello locale.

Ad aprire i lavori la relazione del segretario generale della CGIL, Guglielmo Epifani di cui pubblichiamo una sintesi

Così come è emerso nel corso dei lavori, il rilancio e l'ampliamento della contrattazione va di pari passo con il crescente numero di persone che guardano alla CGIL come punto di riferimento per la tutela di diritti collettivi ed individuali. Eppure questo crescente respiro di legittimità non corrisponde, per la fase di crisi che il paese tutto sta attraversando, ad una adeguata crescita delle risorse.

Nella crisi sono proprio i soggetti sociali più deboli ad essere i più bisognosi: precari, donne, giovani, pensionati ed immigrati sono citati da tutti i territori come i soggetti da intercettare per evitare forme di frattura sociale, per costruire un dialogo efficace per fronteggiare al meglio il difficile momento, per rilanciare lo spirito confederale di unità del mondo del lavoro.

Tra i temi al centro del dibattito, c'è ovviamente la crisi industriale e i suoi nefasti effetti a danno dai lavoratori. Per questo, la cassa integrazione da nord a sud diventa ausilio indispensabile per evitare i licenziamenti nelle grandi e piccole imprese. Il richiamo è quello dettato dalla necessità di prolungare la cassa integrazione ordinaria, dalle 52 settimane attuali a 104 settimane. Si lamenta la mancanza di un quadro nazionale di riferimento nella gestione della crisi mentre molteplici sono le iniziative di accordo siglate a livello regionale in un quadro confederale.

Il mercato del lavoro, denunciano i dirigenti della CGIL, è progressivamente deregolato. I diritti dei lavoratori vengono continuamente erosi, una situazione che penalizza in primo luogo le fasce sociali più deboli. Mentre è una vera e propria emergenza la condizione dei precari. Il tutto delinea un quadro di impoverimento sociale che rappresenta la spia più significativa della fragilità del tessuto lavorativo con cui il sindacato deve confrontarsi.

Non mancano i riferimenti alle politiche di accesso al sapere ed alla funzione centrale della ricerca e dell'istruzione come motore di rilancio economico. Settori in cui il governo ha ampiamente dimostrato di non voler investire, basti pensare agli effetti dei tagli sulle scuole delle aree montane. Molti riferimenti al rilancio del turismo e dell'edilizia come settori volano della crescita di occupazione, in collegamento con la progettazione urbanistica del territorio nel rispetto dell'ambiente e del patrimonio artistico.

Il sindacato deve contrastare le spinte individualistiche e identificare i bisogni, essere un punto di unificazione rispetto a tali bisogni e costruire con i lavoratori, ma non solo, i percorsi di rivendicazione collettivi. Nel contempo c'è bisogno di dare spazio alla rivendicazione dei diritti individuali attraverso i servizi vertenziali e previdenziali.

Ancora viva la tragedia del terremoto in Abruzzo. Si parla dell'Aquila e dell'emergenza sisma, di un territorio intero da riurbanizzare in sicurezza, e dove, se non dovessero arrivare le prime strutture fisse di accoglienza entro pochi mesi, si rischia l'emergenza umanitaira.

A conlcudere i lavori la relazione del Segretario Generale, Guglielmo Epifani di cui pubblichiamo la sintesi.


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