Giornate d'azione europea promosse dalla CES

18/05/2009 Decine di migliaia di lavoratori manifestano a Praga, Berlino, Bruxelles e Madrid

Quattro capitali europee sono state teatro, tra giovedi e sabato, di grandi manifestazioni organizzate dalla Confederazione Europea dei Sindacati: 200mila persone giovedì a Madrid, 50 mila venerdì a Bruxelles, oltre centomila i partecipanti sabato a Berlino e piu' di 50mila a Praga, dove la novita' e' stata' la massiccia presenza dei sindacati dell'Europa dell'est, dai rumeni, ai polacchi, ai bulgari, agli ungheresi per finire ai sindacati della repubblica Ceca. Lavoratori, giovani, donne, sono scesi in strada ed hanno dato vita a cortei che hanno percorso il cuore delle città per  “combattere la crisi, mettere prima le persone” come diceva lo scriscione della Ces che apriva i quattro cortei. Le iniziative sono state l’ennesima tappa della campagna di mobilitazione lanciata in tutta Europa dai sindacati contro le volontà di far pagare ai lavoratori, a carissimo prezzo, gli sconsiderati eccessi del mondo degli affari, soprattutto delle banche: disoccupazione in forte crescita, diffusione del precariato e della povertà, riduzione del potere d’acquisto e aumento del debito pubblico.

La CES ha lanciato quindi una vasta mobilitazione per conquistare un nuovo patto sociale in Europa indicando alcune priorità, ad iniziare dalla richiesta di interventi  per posti di lavoro e di migliore qualità, la difesa dell'occupazione nelle industrie chiave, gli investimenti in tecnologie nuove e sostenibili e la difesa dei servizi pubblici essenziali. Sono necessari salari e pensioni migliori, servizi assistenziali e previdenziali più solidi, sussidi maggiori per proteggere il potere d'acquisto e i diritti di partecipazione   e scelte che difendano i diritti fondamentali e gli accordi collettivi, confermando gli obiettivi sociali del mercato interno e garantendo uguaglianza di trattamento e di retribuzione per i lavoratori migranti.

Infine la CES rivendica una regolamentazione efficace dei mercati finanziari, una piu' equa distribuzione della ricchezza, senza un ritorno al capitalismo casinò o alle avventure che hanno caratterizzato i mercati finanziari negli ultimi 20 anni e quindi un ruolo della Banca centrale europea che la veda impegnata nella crescita e nella piena occupazione, e non solo a favore della stabilità dei prezzi. Fulvio Famoni, segretario nazionale della Cgil che sabato guidava la delegazione della Cgil a Praga non ha dubbi: “giusta la protesta e forte la presenza della Cgil a tutte e quattro le manifestazioni per sottolieneare la necessita' di interventi decisi e coordinati. La mobilitazione continuera' nelle prossime settimane sino a smuovere l'immobilismo dei governi e dell'Europa”.


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