CGIL, presentato ad Avellino il progetto “Ventimila. Costituzione e lavoro”

22/05/2009 Un progetto che si propone di formare 20.000 quadri e delegati sui temi della democrazia e dei diritti di cittadinanza.

Il progetto “Ventimila. Costituzione e lavoro”, presentato oggi ad Avellino in una iniziativa pubblica alla quale hanno partecipato, tra gli altri, il Segretario Confederale Enrico Panini, il Segretario Generale della Campania Michele Gravano, del Presidente del ISF Saul Meghnagi, si propone di affrontare, con un’azione ampia e diffusa di riflessione e confronto, la formazione di 20.000 quadri e delegati sui temi della democrazia e dei diritti di cittadinanza.

Il progetto - definito “di sistema”, in quanto connesso con la strategia complessiva della Confederazione - assume la centralità del territorio quale riferimento e indica quali contenuti strategici dell’azione futura della CGIL il rafforzamento dei legami identitari, in una dimensione intergenerazionale e interculturale, la costruzione di un nuovo radicamento, la presenza del sindacato garantita da una efficacia comunicativa chiara e diffusa. Da ciò la scelta di un tema “Costituzione e lavoro” quadro di riferimento concettuale da tradurre in specifiche e articolate attività formative, la dignità del lavoro, la storia e la memoria, identità e valori, il territorio e la comunicazione.

Le ragioni di tale scelta sono nella storia stessa della CGIL. Ragionare sulla Costituzione e sul lavoro significa, per il sindacato, considerare passaggi importanti della propria esperienza, richiamandosi al testo fondante della democrazia nel nostro Paese, a un quadro culturale e istituzionale che il movimento dei lavoratori ha contribuito a creare. In questo lavoro di formazione, prioritariamente diretta ai giovani, è necessaria una grande cautela. Storia e memoria, spesso richiamate in forma congiunta, sono cose molto diverse: la storia offre una ricostruzione, suscettibile di costante rielaborazione, di un passato; la memoria esprime la forma con la quale un attore sociale fa i conti con il presente, guarda il futuro, si prepara ad affrontarlo, richiamandosi a valori ritenuti legittimamente propri. La scommessa è nella volontà e nella capacità di pensare alla possibilità di un progetto di cambiamento. Quando si ragiona in termini di identità, non si evoca solo il passato né si pensa solo alla propria condizione al presente, ma si cerca di dare senso alla propria azione, prospettiva a scelte e ideali, consistenza a un’idea di società e di convivenza civile.

Il progetto “Ventimila” si muove in questa logica, delineando un processo di elaborazione e di organizzazione da parte di strutture confederali e categoriali, in ragione delle proprie esigenze, in un quadro d’azione condiviso.

Aspetti specifici rivestono, per tutto ciò, una particolare funzione simbolica, oltre che pratica, e sono da tenere presenti nella costruzione dell’azione sul campo Precisamente:

  • Durata della formazione: si possono realizzare corsi di diversa durata (1 giornata, 2 giornate, 3 giornate, altro) in relazione anche con i permessi sindacali.

  • Destinatari: sono da privilegiare le giovani e i giovani delegati (con l’impegno di costituire aule con una presenza femminile pari a quella maschile [50%], mentre nel caso di funzionari una particolare attenzione va data ai Segretari generali.

  • Patto formativo: ai partecipanti bisogna chiedere un unico impegno, la frequenza a tutto il corso (bisogna avere il coraggio di saper esplicitare anche l’esclusione).

  • Destinatari: sono da privilegiare le giovani e i giovani delegati (con l’impegno di costituire aule con una presenza femminile pari a quella maschile [50%], mentre nel caso di funzionari una particolare attenzione va data ai Segretari generali.

  • Prime sperimentazioni: è importante prevedere anche la presenza di dirigenti sindacali (Segreteria nazionale CGIL, Segretari generali categorie nazionali, Segretari generali confederali regionali) quali testimoni privilegiati.

  • Docenti: la CGIL va presentata come “casa comune”, nella quale i componenti sono tutti impegnati nel confronto. Per questo la partecipazione dei Segretari generali come docenti è ritenuta qualificante per tutto il percorso..

  • Presentazione del progetto: è importante renderlo esplicito, quale iniziativa prioritaria della formazione nazionale, per esempio attraverso una riunione preliminare.

  • Luogo degli incontri: è utile dare un segnale chiaro della valenza politica dell’azione. Assume per questo una funzione particolare l’utilizzo della Camera del Lavoro quale sede di formazione.

  • Tempi di realizzazione dei corsi: è da favorire, soprattutto nel caso di permessi limitati, l’utilizzo del sabato quale giorno per la formazione.

  • Coinvolgimento organizzativo: le sedi formali (per esempio direttivi) sono ritenuto luoghi deputati a rendere esplicito il progetto e sollecitare il sostegno ad esso.

  • Conclusione dei corsi: l’azione formativa, diffusa e di massa, ha un carattere di socializzazione con il sindacato, la sua identità, i suoi valori. La conclusione dei corsi, in forme anche accorpate, di più corsi, deve essere segnata da un evento sociale (una festa, una cena, un saluto dei dirigenti).

La formazione, in questo caso, deve essere un veicolo inequivocabile di una affermazione di valori consolidati e di una volontà di innovazione: Deve conciliare il vecchio con il nuovo, saper anticipare e saper conservare, ma non solo. Deve contribuire alla costruzione di un "collante identitario" riproponendo la riflessione sulla storia, l’esperienza, la cultura dei diritti che la CGIL ha elaborato nel tempo e su cui si fonda la sua azione.

In questo processo complesso di interazione, è necessario trovare i modi per favorire il dialogo e il confronto, affermando con forza il rispetto per il proprio passato e la responsabilità verso le generazioni future.

La rubrica sulla formazione sindacale, avviata su “Rassegna” con la presentazione del progetto, sarà anche uno dei luoghi di informazione, di scambio, di riflessioni.


Allegati:
 Epifani - Costituzione e lavoro all origine di un progetto di formazione.pdf


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