Agricoltura: 'Oro rosso' una campagna contro il lavoro nero e lo schiavismo

05/08/2009

Una straordinaria mobilitazione per dire no allo sfruttamento dei lavoratori in agricoltura e alla sistematica negazione dei più elementari diritti dei migranti impiegati nel settore. Sono questi i temi promossi nella campagna nazionale 'Oro rosso – dal reality alla realtà' organizzata dalla CGIL e dalla FLAI nazionale, regionale e di Capitanata nelle giornate comprese tra il 2 e il 12 agosto, presentata oggi alla Camera del Lavoro Territoriale di Foggia nel corso di una conferenza stampa.

Sono 40 i dirigenti della CGIL e della FLAI, provenienti da tutte le regioni d'Italia, che, durante queste dieci giornate, si sommeranno ad altrettanti dirigenti della Puglia e della Capitanata, impegnandosi in un quotidiano presidio delle campagne per un'azione di tutela e informazione delle lavoratrici e dei lavoratori sui propri diritti.

La mobilitazione fa seguito alle iniziative che CGIL e FLAI di Foggia hanno messo in campo per contrastare il fenomeno del lavoro nero e dello sfruttamento dei braccianti nell’agro di Capitanata, spesso sfociato in vere e proprie forme di riduzione in schiavitù ai danni dei lavoratori stranieri. Dal “Camper dei diritti” del 2007 al progetto “Diritti in campo” dello scorso anno, la CGIL e la FLAI sono impegnate in nuove forme di tutela e vertenzialità itinerante, un presidio democratico di quelle campagne che soprattutto nel periodo estivo, in concomitanza con la raccolta del pomodoro, diventano in provincia di Foggia meta privilegiata per migliaia di lavoratori stranieri.

“Da diversi anni nella pianura di Foggia la FLAI-CGIL tenta di contrastare con costanti iniziative il selvaggio sfruttamento che è praticato da parte di ben individuati soggetti senza scrupoli ai danni di decine di migliaia di lavoratrici e lavoratori” spiega il sindacato in una nota, e aggiunge “Agrari, caporali, faccendieri, criminalità organizzata hanno ricomposto un cartello che trova nello sfruttamento di lavoratrici e lavoratori del settore agricolo una redditizia attività economica. I metodi utilizzati – prosegue la nota – sono sempre gli stessi: imposizione di uno stato di terrore pubblico e privato, minacce e violenze individuali, ricatti e ritorsioni. Metodi che, fatti propri dalla criminalità organizzata, trovano l'affermazione di una cultura antistatale e antidemocratica”.

E' il Segretario Nazionale della FLAI-CGIL Salvatore Lo Balbo, nel corso della conferenza stampa, ad illustrare la grave situazione del  lavoro nero in agricoltura, spiegando che “almeno il 60% dei pomodori in Italia sono raccolti sfruttando il lavoro nero”.”Camminando per le strade di campagna – prosegue il Segretario - si vedono centinaia di lavoratori sui quali non si operano i giusti controlli”.”Come FLAI e come sindacato vogliamo indignarci ed intervenire”.




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