Italia a grave rischio per libertà informazione

31/08/2009 E' bene reagire con la determinazione adeguata. Una grande manifestazione nazionale è necessaria ed urgente

“Se Freedom House stilasse oggi il rapporto l’Italia sarebbe certamente classificata come paese a grave rischio per la libertà di informazione per l’impressionante escalation verificatasi che si somma ai problemi già esistenti”. E’ quanto afferma il segretario confederale della CGIL, Fulvio Fammoni, responsabile per le politiche dell’informazione e della comunicazione.

“L’uso delle risorse pubblicitarie, le norme sulle intercettazioni, i tagli dall’editoria al sistema culturale e dello spettacolo, i meccanismi di nomina della RAI, le pressioni sugli operatori dell’informazione, fino agli ultimi casi e alla querela a ‘la Repubblica’ e ad altri quotidiani” sono, secondo il dirigente sindacale, “tanti meccanismi, ognuno apparentemente svincolato dall’altro, che identificano un progetto non accettabile contrario al dettato dell’articolo 21 della Costituzione”. “Il tema del lavoro - prosegue Fammoni - è un esempio evidente: salvo rare eccezioni è stato uno dei settori privilegiati di questi interventi distortivi. Per quel poco che se ne è parlato e soprattutto per come è sparito dalle cronache”.

A questo stato di cose - conclude il segretario della CGIL - è bene reagire con la determinazione adeguata. Una grande manifestazione nazionale è necessaria ed urgente. Occorre che sia indetta e organizzata dal più vasto schieramento possibile di forze sociali. Occorre, però, dare anche continuità e prospettive a questa mobilitazione e per questo è compito di tutti, mettendo da parte eventuali particolarismi, costruire una proposta compiuta per una moderna e adeguata regolamentazione del settore della comunicazione nel nostro paese, a partire dal tema del conflitto di interesse. Per un’informazione che racconti la verità dei fatti, attenta ai bisogni delle persone, che non distorca le opinioni e dia voce ai più deboli e indifesi, che rafforzi i valori della non violenza, del rispetto degli altri, della legalità e solidarietà. Una parte grande di società è pronta a tornare in campo sulla libertà e il pluralismo dell’informazione. Chiede però chiarezza nei contenuti e certezza di continuità nell’iniziativa. A questa mobilitazione la CGIL intende partecipare con l’impegno straordinario che un’iniziativa a tutela di fondamentali diritti di democrazia richiede”.




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