Epifani firma appello Repubblica ed esprime solidarietà a l’Unità

03/09/2009

Tra le oltre 220mila firme di adesione all’appello in difesa della libertà di stampa, lanciato dai giuristi Franco Cordero, Stefano Rodotà e Gustavo Zagrebelsky, c’è anche quella del segretario generale della CGIL, Guglielmo Epifani. Un appello, quello lanciato nei giorni scorsi dai tre insigni giuristi, promosso contro la decisione del premier di fare causa a ‘La Repubblica’ per le dieci domande poste dal quotidiano a Silvio Berlusconi. Una querela per danni allargata anche a testate internazionali, come El Pais e il Nouvel Obseravateur.

 
 

Ma il presidente del Consiglio non si è fermato qui. E’ notizia di ieri, infatti, la citazione in giudizio, da parte del premier, del quotidiano ‘L’Unità’. Berlusconi chiede due milioni al quotidiano fondato da Antonio Gramsci, nonché una pena pecuniaria di 200.000 euro ciascuna per il direttore responsabile Concita De Gregorio, le giornaliste Natalia Lombardo e Federica Fantozzi, l'opinionista Maria Novella Oppo e la scrittrice Silvia Ballestra per i servizi dedicati allo scandalo sessuale che ha coinvolto il presidente del Consiglio.

 
 

Dopo gli allarmi lanciati nei giorni scorsi dalla CGIL sul “grave rischio che corre la libertà di informazione in Italia”, con l’auspicio di una grande manifestazione nazionale, più che mai necessaria e urgente, in difesa della libera e democratica informazione, il leader della CGIL è intervenuto esprimendo solidarietà a ‘L’Unità’ e al suo direttore nel sottolineare come “la situazione dell’informazione non è degna di un paese civile”. E la situazione a cui viene sottoposta l’informazione in Italia, la necessità ‘costituzionale’ che questa non venga soggetta ad autorizzazioni o censure, sarà al centro della manifestazione convocata dalla Federazione nazionale della stampa, il sindacato dei giornalisti, per il 19 settembre a Roma, a cui la CGIL ha deciso di aderire.

 

 

 

Guarda e firma l’appello dei tre giuristi pubblicato da ‘La Repubblica’

 

 

Leggi e firma l’appello promosso da ‘L’Unità’

 





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