E’ morto Gino Giugni, ‘padre’ dello Statuto dei Lavoratori

05/10/2009 Epifani, un vero riformatore, una grave perdita per il sindacato e per il mondo del lavoro. Domani cerimonia in ricordo al CNEL alle ore 12

Si è spento all’età di 82 anni il padre dello Statuto dei Lavoratori: Gino Giugni. L’ex ministro del Lavoro è deceduto oggi a Roma dopo una lunga malattia. La CGIL partecipa con profondo dolore al cordoglio. “Esprimo la mia personale commozione e quella di tutta la CGIL per la scomparsa del padre dello Statuto dei lavoratori”, così lo ha salutato oggi il segretario generale dell’organizzazione sindacale, Guglielmo Epifani, nel ricordare la straordinaria figura del giuslavorista.
 
“Giugni è stato un grande protagonista della riforma del diritto del lavoro e della legislazione sociale - ha detto Epifani -, un vero riformatore, un intellettuale di altissimo profilo che ha messo la propria cultura, il proprio impegno di studioso e di politico a disposizione delle lotte per la conquista dei diritti dei lavoratori. Un uomo - ricorda ancora il leader CGIL - che ha pagato duramente il proprio impegno riformista e democratico con l'aggressione del terrorismo brigatista”. Per Epifani e per l’intera CGIL “la morte di Giugni è una grave perdita per il sindacato, per il mondo del lavoro e per tutto il paese”.
 
Gino Giugni era nato a Genova il primo agosto del 1927. Professore di diritto del lavoro all'università di Roma, è stato presidente del Psi ed è, come ricordato dal segretario generale, considerato il padre dello ‘Statuto dei diritti dei lavoratori’ del 1970. Dottore honoris causa alle università di Buenos Aires e di Nanterre, ha insegnato a Parigi e Los Angeles, ed è stato presidente dell'Accademia europea di diritto del lavoro. Collaboratore negli anni '60 del ministro del Lavoro, Giacomo Brodolini (primo socialista ad occupare quel dicastero negli anni del centrosinistra), negli anni ‘80 Giugni ha presieduto le commissioni ministeriali per la riforma delle liquidazioni e sul costo del lavoro.
 
Nel marzo del 1983 fu vittima di un agguato terrorista. Fu, infatti, gambizzato a Roma dalle Brigate Rosse. Eletto senatore nelle politiche dell'83, Giugni è diventato presidente della commissione Lavoro di Palazzo Madama. Dall'aprile 93 al maggio 94 ricoprì la carica di ministro del Lavoro e della sicurezza sociale del governo Ciampi. Negli ultimi anni ha ricoperto tra l'altro la carica di presidente della Commissione di Garanzia dell'attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali. Domani i segretari generali di CGIL, CISL e UIL, Guglielmo Epifani, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, ricorderanno la figura di Gino Giugni in una celebrazione che si terrà al CNEL alle ore 12.




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