SPI incontra i giovani per un nuovo forte patto tra generazioni

18/11/2009 Epifani, “bisogna superare la frattura generazionale”.Cantone, si può marciare insieme “per una battaglia comune e per avere un Paese diverso”

Un nuovo forte patto tra generazioni che metta insieme giovani, adulti e anziani. Questo il senso dell’iniziativa “Verso il Congresso - Il Sindacato Pensionati e i giovani - All’incrocio tra le generazioni” promossa oggi dal Sindacato dei Pensionati della CGIL e che si colloca all’interno del percorso congressuale della categoria. Un momento che ha visto insieme tanti, tra giovani e anziani, alla comune ricerca e riconferma delle “ragioni dello stare insieme” e “per riconfermare i valore di un sindacato di programma come lo è la CGIL”, ha sottolineato la segretaria generale dello SPI, Carla Cantone, nel suo intervento d’apertura.

Anche per il segretario generale della CGIL, Guglielmo Epifani, intervenuto stamane, c’è bisogno di superare la frattura generazionale tra i pensionati e i giovani. Tema che sarà per altro centrale al sedicesimo congresso che la Confederazione celebrerà nei primi giorni di maggio. Epifani ha rilevato come la frattura tra generazioni riguardi diversi aspetti: “Il Welfare, il sistema previdenziale, richiederebbe di aprire un confronto con il governo”. Per il leader sindacale, infatti, “non basta dire che non si alza l’età pensionabile se poi, da gennaio, i coefficienti penalizzeranno le pensioni e i giovani”. Ma sono tanti e rilevanti i temi che incidono sulla ‘frattura’, come ad esempio l’accesso al lavoro, alla formazione e il diritto allo studio.

Anche per la numero uno dello SPI “è importante bloccare il continuo scontro che c’è tra generazioni”. La convinzione della dirigente sindacale è che pensionati e giovani possano marciare insieme per una “battaglia comune e per avere un Paese diverso”. Un Paese, cioè, ha aggiunto Cantone, “che garantisca il diritto allo studio, l’uguaglianza, diritti, e una diversa democrazia. Perché si abbia un Welfare sostenibile dove non ci sia una separazione tra le giuste richieste degli anziani, che pretendono di avere una pensione adeguata, e quelle dei giovani di non avere un lavoro precario”. I giovani, così come stabilì la Conferenza d’Organizzazione, “sono un bene prezioso - ha concluso la segretaria generale dello SPI e, al tempo, responsabile d’organizzazione per la CGIL Nazionale - perché rappresentano il futuro stesso della CGIL”.


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